lunedì 5 gennaio 2026

THE HIVES

 

The Hives - The Hives Forever Forever The Hives

2025, PIAS Recordings

C’è stato un momento, a fine anni Novanta, in cui l’attenzione che le Major avevano dato all’inizio del decennio al mondo alternative-rock si spostò verso i mondi ancora più estremi di certo garage rock. In quello che molti videro comunque come un revival di un modo antico di intendere il rock and roll (la ricetta era la stessa, chitarre sferraglianti, produzione ridotta al minimo, rabbia e istinto come must creativo e two/three-minute songs senza toppe complicazioni), la Svezia giocò un ruolo a sorpresa determinante con band come gli Hellacopters e soprattutto gli Hives, tutti figli artistici di band come Nomads o Wylde Mammoths che avevano inaugurato la scena un decennio prima.

La parabola degli Hives li ha visti toccare anche il successo internazionale con gli album Veni Vidi Vicious del 2000 (mai titolo fu più chiaro sul contenuto del disco) e Tyrannosaurus Hives del 2004 (e anche qui i riferimenti storici erano palesi), poi il calo, sia creativo che di vendite, ha portato la band a mollare il colpo nel 2012 dopo altri due album. Ma siccome il fuoco del rock brucia sempre anche quando intorno tutto gela, il leader Howlin' Pelle Almqvist ha rimesso assieme quasi tutti i pezzi (solo il bassista Dr. Matt Destruction non è più tornato in attività per mai specificati problemi di salute), e nel 2023 è ripartito con la pubblicazione del sesto album The Death of Randy Fitzsimmons.

The Hives Forever Forever the Hives, con il suo titolo e foto di copertina ironicamente autocelebrativi, è l’immediato seguito, come a dire che i “ragazzi” non hanno più intenzione di fermarsi. Sul contenuto del disco (13 brani in 32 minuti in pura tradizione Ramones) non c’è molto da dire, il genere suonato dalla band è, al pari di certo Heavy Metal, una espressione obbligata che deve assolutamente rispettare certi parametri, e loro di certo non si mettono alla loro età, e in uno scenario musicale globale che ormai ha abbandonato l’idea di un possibile continuo progresso, a stravolgere tutto.  Anzi, paradossalmente proprio la brevità richiesta dalle nuove modalità di ascolto in streaming paiono proprio fatte ad hoc per valorizzare i loro brani, che dopo un minuto circa hanno già detto tutto quello che volevano esprimere.

Bene così, la band gira a mille, e i brani (dal singolo Enough Is Enough all’ottima Legalize Living, fino alla polemica di They Can't Hear the Music) sembrano adatti a quello che suona come una antica conferma che, con due chitarre e una sezione ritmica che non perde un colpo, una buona mezz’oretta di energia la si può garantire. La presenza del Beastie Boys Mike D nel ruolo di produttore a fianco dello svedese Pelle Gunnerfeldt, e di Josh Homme in quella di “consulente”, non paiono poi aver portato grandi rivoluzioni, gli Hives sono vivi, e con loro sopravvive un certo antico spirito rock che non meritiamo di perdere nel caos della rete.

 

VOTO: 7

Nicola Gervasini

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