The
Hives - The Hives Forever Forever The Hives
2025, PIAS
Recordings
C’è stato un momento, a fine anni Novanta, in cui l’attenzione
che le Major avevano dato all’inizio del decennio al mondo alternative-rock si
spostò verso i mondi ancora più estremi di certo garage rock. In quello che
molti videro comunque come un revival di un modo antico di intendere il rock
and roll (la ricetta era la stessa, chitarre sferraglianti, produzione ridotta
al minimo, rabbia e istinto come must creativo e two/three-minute songs senza
toppe complicazioni), la Svezia giocò un ruolo a sorpresa determinante con band
come gli Hellacopters e soprattutto gli Hives, tutti figli artistici di band
come Nomads o Wylde Mammoths che avevano inaugurato la scena un decennio prima.
La parabola degli Hives li ha visti toccare anche il successo
internazionale con gli album Veni Vidi Vicious del 2000 (mai titolo fu più
chiaro sul contenuto del disco) e Tyrannosaurus Hives del 2004 (e anche qui i riferimenti
storici erano palesi), poi il calo, sia creativo che di vendite, ha portato la
band a mollare il colpo nel 2012 dopo altri due album. Ma siccome il fuoco del
rock brucia sempre anche quando intorno tutto gela, il leader Howlin' Pelle
Almqvist ha rimesso assieme quasi tutti i pezzi (solo il bassista Dr. Matt
Destruction non è più tornato in attività per mai specificati problemi di
salute), e nel 2023 è ripartito con la pubblicazione del sesto album The Death
of Randy Fitzsimmons.
The Hives Forever Forever the Hives, con il suo titolo e
foto di copertina ironicamente autocelebrativi, è l’immediato seguito, come a
dire che i “ragazzi” non hanno più intenzione di fermarsi. Sul contenuto del
disco (13 brani in 32 minuti in pura tradizione Ramones) non c’è molto da dire,
il genere suonato dalla band è, al pari di certo Heavy Metal, una espressione
obbligata che deve assolutamente rispettare certi parametri, e loro di certo non
si mettono alla loro età, e in uno scenario musicale globale che ormai ha
abbandonato l’idea di un possibile continuo progresso, a stravolgere tutto. Anzi, paradossalmente proprio la brevità richiesta
dalle nuove modalità di ascolto in streaming paiono proprio fatte ad hoc per
valorizzare i loro brani, che dopo un minuto circa hanno già detto tutto quello
che volevano esprimere.
Bene così, la band gira a mille, e i brani (dal singolo Enough
Is Enough all’ottima Legalize Living, fino alla polemica di They Can't Hear the
Music) sembrano adatti a quello che suona come una antica conferma che, con due
chitarre e una sezione ritmica che non perde un colpo, una buona mezz’oretta di
energia la si può garantire. La presenza del Beastie Boys Mike D nel ruolo di
produttore a fianco dello svedese Pelle Gunnerfeldt, e di Josh Homme in quella
di “consulente”, non paiono poi aver portato grandi rivoluzioni, gli Hives sono
vivi, e con loro sopravvive un certo antico spirito rock che non meritiamo di perdere
nel caos della rete.
VOTO: 7
Nicola Gervasini
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