Steve Cropper
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domenica 19 febbraio 2012
STEVE CROPPER...
martedì 31 gennaio 2012
CASS McCOMBS - Humor Risk
inserito 20/12/2011 | |
Cass McCombs |
venerdì 27 gennaio 2012
CROOKED FINGERS . Breaks In The Armor
inserito 13/12/2011 | |
Crooked Fingers |
domenica 15 gennaio 2012
COWBOY JUNKIES - The Nomad Series Vol. 3 - Sing In My Meadow
inserito 11/11/2011 | |
Cowboy Junkies
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giovedì 12 gennaio 2012
SCOTT H BIRAM - Bad Ingredients
inserito 22/11/2011 | |
Scott H Biram |
domenica 8 gennaio 2012
JOSH ROUSE - Josh Rouse and The Long Vacations
Josh Rouse |
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sabato 7 gennaio 2012
DIEGO GARCIA - Laura
Diego Garcia |
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lunedì 26 dicembre 2011
JIM BIANCO - Loudomouth
Jim Bianco
Loudmouth
(Jim Bianco 2011)
Capita che durante un happening estivo di vari musicisti tenutosi a Pusiano, tra nomi più o meno noti, ad un certo punto sia apparso un certo Jim Bianco, un ragazzone che ha catturato l'attenzione di tutti con un breve set acustico, tra pezzi originali e una Kiss di Prince in versione folk. Capita così di scoprire un artista indipendente newyorkese che ha appena pubblicato il suo terzo album, 34 minuti auto-prodotti che dimostrano un autore davvero particolare e una fantasia di soluzioni davvero invidiabile per un indipendente. Loudmouth è un piccolo gioiellino che sarebbe davvero un peccato perdersi, probabilmente il disco che Dirk Hamilton non è più capace di fare (e But I Still Want You è la ballata soul che aspettiamo invano da lui ormai da tanto tempo), semplicemente perché forse non si è degnato di ascoltare Paul Thorn (Home) o Jackie Greene (Talented), per sparare due nomi del decennio scorso che possono essere ritrovati in questi solchi. Quello che però è Jim Bianco al 100% è il vocione baritonale, apparentemente sgraziato, ma ben utilizzato sia nelle slow-song con tocco soul (frequente l'uso dei fiati) come Take You Home, Slaughter o Ok, I Suppose, sia nello splendido scioglilingua di Elevator Operator. Da tenere d'occhio.
(Nicola Gervasini)
www.jimbianco.com
mercoledì 14 dicembre 2011
LEE MELLOR - Lose
inserito 02/12/2011 | |
Lee Mellor |
mercoledì 7 dicembre 2011
WALKABOUTS - Travels In The Dustland
inserito 01/11/2011 | |
The Walkabouts www.glitterhouse.com
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mercoledì 30 novembre 2011
JJ GREY & MOFRO - Brighter Days
JJ Grey & Mofro
Brighter Days
[Alligator 2011]
Sicuramente non troverete mai una lista di qualche rivista o webzine musicale che annoveri un album dei JJ Grey & Mofro tra i top records degli anni 2000. Troppo derivativi, troppo legati ad una concezione vecchia di fare musica (da "classic rock" direbbe un ventenne oggi), troppo lontani dall'atteggiamento artistoide della indie-music che ha fatto da padrone nel decennio scorso, troppo improponibili come hit-makers. Eppure per chi come noi mai rimarrà freddo davanti al loro elettrizzante mix di southern music e influenze black, non sarà mai un mistero il perché album come Country Ghetto o Orange Blossoms saranno comunque tra quelli che ci porteremo in valigia fino alla morte, tra i tanti che invece lasceremo nel cassetto con il passare del tempo. Non c'è motivazione teorica che tenga, è difficile per tutti giustificare quale motivazione critica fa sì che le canzoni di questa scalcagnata compagine di Jacksonville siano irresistibili e non potranno mai stancarci, ma stavolta ci sono venuti in aiuto loro, pubblicando il primo live-album ufficiale (venendo dal mondo delle jam-bands, potete immaginare che a livello di fans ne circolassero già tantissimi) e svelando così dove sta il trucco.
Brighter Days, titolo che omaggia il brano migliore del loro ormai lontano disco d'esordio (Blackwater del 2001), è una testimonianza live (disponibile anche in DVD, un film realizzato dal regista di MTV Brendan Spookie Daly, con tre brani in più rispetto al cd) registrata a gennaio scorso presso l'Atlanta's Variety Playhouse, ed evidenzia come al di là di qualsiasi speculazione intellettuale sulla loro proposta, JJ Grey e soci abbiano davvero una marcia in più grazie a canzoni solide e soprattutto un pathos non comune. Chi ancora non li conosce potrebbe tranquillamente partire da qui, vuoi perché i brani più classici della loro produzione ci sono tutti e quindi il titolo assolve anche alla funzione di "The Best" della band (proprio come i migliori live degli anni Settanta), vuoi perché le due anime dei Mofro sono equamente rappresentate.
Spazio dunque ai riff sudisti (Orange Blossoms, War, Country Ghetto, una Ho Cake che trasuda John Fogerty da tutti i pori) e ai ritmi funky che tanto ricordano la musica dei Wet Willie (Air, On Fire, The Sweetest Thing). I fans più accaniti ci saprebbero dire se davvero queste versioni sono degne delle loro più storiche perfomances, di certo mancano forse di quella pulizia e precisione che rende i loro dischi in studio dei prodotti anche ottimamente confezionati, ma non difettano dell'energia necessaria per animare una festa. Dove il set però raggiunge vette da grandi nomi è nelle lunghe e trascinate soul-ballads (The Sun Is Shining, Lochloosa, A Woman), che hanno spesso minutaggi dilatati per l'abitudine di JJ Grey a lanciarsi in lunghi racconti, ma che davvero si vorrebbe non finissero mai.
Brighter Days è un semplice inno alla musica che più amiamo, che passa dalle radici di tutta l'America nera e bianca, e ci ricorda perché non esiste sirena della modernità che possa farci dimenticare quanto questa forma d'arte ormai antica sappia esprimere le emozioni in maniera semplice e immediata più di molte altre. Partecipate anche voi al soul-party, non ve ne pentirete
(Nicola Gervasini)
www.jjgrey.com
La scaletta
Disc 1 - Live show
1. Country Ghetto // 2. A Woman // 3. Brighter Days // 4. Air // 5. War // 6. Lochloosa // 7. Dirtfloorcracker // 8. Orange Blossoms // 9. Ho Cake // 10. The Sweetest Thing // 11. The Sun is Shining Down // 12. On Fire
Disc 2 - DVD
1. The Church (Documentary) // 2. War (Video) // 3. This Place (Documentary) // 4. Country Ghetto (Video) // 5. A Woman (Video) // 6. In The Studio (Documentary) // 7. Brighter Days (Video) // 8. Hide & Seek (Video) // 9. What's The Sound (Documentary) // 10. Ho Cake (Video) // 11. Playin' With Folks (Documentary) // 12. Air (Video) // 13. A Christmas Story (Documentary) // 14. Dirtfloorcracker (Video) // 15. Sexually Charged (Documentary) // 16. Slow, Hot & Sweaty (Video) // 17. King Hummingbird (Video) // 18. Runnin' From The Law (Documentary) // 19. Orange Blossoms (Video) // 20. On Fire (Video) // 21. At The Creek (Documentary) // 22. Lochloosa (Video) // 23. The Shining Down Story (Documentary) // 24. The Sun Is Shining Down (Video) // 25. The Sweetest Thing (Video) // 26. Reflectin' (Documentary) // 27. End Credits
martedì 15 novembre 2011
VERILY SO
(Nicola Gervasini)
giovedì 10 novembre 2011
MEKONS - Ancient & Modern 1911-2011
inserito 21/10/2011 | |
Mekons
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sabato 5 novembre 2011
RYAN DRIVER
Ryan Driver |
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lunedì 31 ottobre 2011
MICHAEL CHAPMAN - Fully Qualified Survivor
Fully Qualified Survivor
[Light In The Attic 2011]
Nel 1970 la diatriba tra tradizionalisti e modernizzatori era ancora accesissima nel mondo del folk britannico (andate a rileggervi dei litigi tra Nick Drake - conservatore - e John Martyn - rivoluzionario - descritti nel libretto del cofanetto Fruit Tree dedicato al primo). In molti erano pronti ad accettare che un grande chitarrista come Richard Thompson rigenerasse le antiche gighe britanniche in chiave elettrica, o che venissero rivisitati i songbook di autori americani come Dylan o Joni Mitchell, ma la scena conservava ancora una chiusura rispetto al mondo del nuovo rock inglese, visto come rozzo e commerciale. Il 1970 fu dunque un anno che fece da spartiacque nel cambiamento di rotta, e se nel 1969 un Al Stewart ancora lontano dai fasti dell'anno del gatto guadagnò solo parecchi insulti affidando ad un Jimmy Page fresco di esordio con i Led Zeppelin le parti di chitarra del suo album Love Chronicles (titolo da rivalutare), già nel 1971 Roy Harper, con la stessa identica mossa per il suo capolavoro Stormcock, sdoganò l'idea che il folk potesse imbastardirsi non solo con le sonorità del rock, ma anche con i suoi stessi eroi. Fully Qualified Survivor di Michael Chapman si pone esattamente in mezzo. Il disco era nato per la Harvest, etichetta che spingeva volentieri i propri protetti a sperimentazioni e fratellanze spesso ardite con altri generi, e che puntò molto su questo album dopo i buoni riscontri dell'ottimo Rainmaker del 1969.
E così, accanto alle evoluzioni acustiche del titolare, il disco presentava una produzione decisamente radiofonica affidata a Gus Dudgeon e alle orchestrazioni di Paul Buckmaster, vale a dire le due menti che avevano appena creato il suono del secondo vendutissimo album di Elton John. Ma l'elemento di rottura era la chitarra di Mick Ronson, che ancora non era una superstar, e che registrò le sue parti proprio mentre lavorava anche a The Man Who Sold The World di David Bowie, il disco che lo lancerà definitivamente. E basta ascoltare Postcards Of Scarborough, brano che ottenne anche un certo successo (l'album rimane il suo unico ad essere entrato nelle classifiche di vendita inglesi), dove ad un incipit acustico in stile classico, segue una splendida canzone di gusto decisamente rock, in cui l'elettrica di Ronson e le orchestrazioni di Buckmaster creano un atmosfera sinistra e splendidamente profonda. Nonostante sia rimasto un cult tra gli appassionati, il disco non è diventato uno di quei classici che tutti consigliano al primo colpo, perché al pari di altri colleghi votati alla sperimentazione (lo stesso Roy Harper o Shawn Phillips), Chapman non sfruttò il breve successo, sia per la sua mancanza di physique du role da rockstar, sia perché il suo stile e la sua voce un po' sgraziata restavano difficili da vendere a grandi lotti.
E' significativo che l'album sia stato ristampato in cd negli Stati Uniti solo lo scorso febbraio dalla Light In The Attic (in Inghilterra ne era uscita già una buona edizione nel 1997 da parte della Repertoire), edizione degna e consigliata per scoprire le due facce del folk britannico, capaci di riff indiavolati (Soulful Lady) o ballate soffici come Rabbit Hills che sarebbe davvero un sacrilegio dimenticare. Riscopritelo, anche perché poi l'ultima parola su come portare il folk inglese alla modernità la dirà poi John Martyn, ma le prime frasi sono tutte qui.
(Nicola Gervasini)
www.michaelchapman.co.uk
www.tompkinssquare.com
www.lightintheattic.net
martedì 25 ottobre 2011
TOM MORELLO THE NIGHTWATCHMAN - World Wide Rebel Songs
inserito 03/10/2011 | |
Tom Morello 'The Nightwatchman'
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venerdì 21 ottobre 2011
Donald & Jen MacNeill with Lowlands
inserito 13/10/2011 | |
Donald & Jen MacNeill with Lowlands |
KURT VILE
DA TOMTOMROCK https://www.tomtomrock.it/tomtomrock/recensione-kurt-vile-philadelphias-been-good-to-me/ Kurt Vile - Philadelphia's Been ...