Marco Simoncelli
Prima di Morire
Auditoria Records, 2025
File Under: Di Amore e di Politica
I segnali di cambio di rotta
erano già evidenti nell’album Breejo del 2022, ma la
trasformazione di un armonicista blues come Marco Simoncelli in un
cantautore di stampo classico è in questo nuovo Prima di Morire ancora
più evidente. Non che la passione per l’armonica e la musica del diavolo sia
passata, ma è evidente che Simoncelli abbia voluto portare la sua scrittura su
territori lontani dalle 12 battute. Anche perché nel frattempo ha affinato una
vis polemica su temi sociali che cercavano uno sfogo più adatto, come ben
descrive la jazzata Di Amore e Di Politica, che funge un po’ da
sintesi del tema portante dell’album (“Canzoni per la storia di un amore, Di
quelli che non durano in eterno, Canzoni per parlare male del Governo, Oppure
scrivere del mondo che vorrei”). Ma l’iniziale Il Circo, impietosa descrizione
del mondo moderno senza troppi peli sulla lingua (“Ci tengono distratti col
circo e con la fica”), fa capire subito che ci sarà rabbia e amaro sarcasmo
da sfogare in tutte le canzoni. E anche musicalmente le tastiere di Joseph
Nowell, principale collaboratore dell’album, fanno capire che si spazierà
spesso e volentieri in altri mondi musicali, come pare chiaro dal quasi reggae Ma
Non Mi Dire, “anti-war song” intrisa di disperazione.
Nel booklet ce lo presentano i giornalisti
musicali Aldo Pedron e Fabio Villa, ma si segnala anche l’accorato apprezzamento
scritto da Iva Zanicchi, che in particolare apprezza Fra Martino (anche
questa invettiva contro i social, con punta di nostalgia verso il modo di
comunicare più umano del passato) e l’omaggio a Lucio Dalla di ll Cantautore
Lucio (bella piano song con gioco di archi e un testo che gioca a citare i
versi di Disperato, Erotico Stomp). Una influenza evidente quella di
Dalla, quanto magari quella di artisti meno inquadrabili come Alberto Fortis (la
divertente Pollo al Berbecue sarebbe nelle sue corde) o Sergio Caputo (Carolina,
canzone sull’”estetica del social” infarcita di fiati e sapori soul, gli
piacerebbe parecchio).
Altrove Simoncelli offre numeri
da scafato chansonnier come Natale Triste (preghiera laica ai “Masters
of War” odierni), e chiude il tutto una Come Sarebbe Bello, in cui torna
con anche una certa feroce disillusione (ma anche una ironia quasi da stand-up
comedian) nel parlare della propria vita privata. Prima di Morire
è una sorta di concept album sui cinquantenni di oggi e le loro difficoltà ad
accettare i cambiamenti epocali della storia e i ritmi e le modalità della
comunicazione dei giorni nostri (“Dimmi, che cosa te ne fai di tutta quella
poesia? Quando alla radio si trasmette solo porcheria!”), un disco che si
schiera apertamente pur restando una ben prodotta fotografia del presente ad
uso di tutti.
Nicola Gervasini