To Die On Ice – Panoramica degli Abissi
2026, Subsound Records/Gymnocal Industries
Ci sono progetti discografici
davvero difficili da spiegare in una breve recensione, vuoi perché musicalmente
sono poco inquadrabili, vuoi perché poi quello che conta è anche il concetto
che sta alla base di tutto il lavoro. Partiamo intanto dal presentare i To
Die On Ice, nome particolare nato nel 2021 quasi come un supergruppo
trasversale ad almeno quattro band dell’underground italiano (Action Dead Mouse,
Oracle, Ominoacidi e What Contemporary Means) per creare quello che loro hanno
definito un “Lynch Sound”, il che già suona indicativo di come le loro musiche
abbiano molto della colonna sonora cinematografica. Di fatto questo loro
secondo album intitolato Panoramica degli Abissi (il primo, Una Specie
di Ferita, uscì nel 2022) è un disco che va usufruito in maniera multimediale,
magari leggendo e sfogliano il libro omonimo del chitarrista e cantante Filippo
Dionisi, da cui sono tratti i testi (libro piacevole da sfogliare anche
grazie ai disegni di Vitt Moretta), o sapendo che del disco esiste anche una
versione video diretta da Lulù Withheld (e curiosamente distribuita solo su
VHS).
D’altronde queste tredici tracce
sono spesso solo strumentali, e anche quando Dionisi interviene a cantare, o a
volte solo declamare o urlare, i versi del suo libro, resta quasi in secondo
piano rispetto alle musiche, caratterizzate soprattutto dal sax di Andrea
Pedone, usato spesso come tappeto base di molte composizioni più che come elemento
solista, quasi a sostituire la mancanza di tastiere e sintetizzatori che ben si
sarebbero adattati al genere proposto. La band è completata dalla sezione
ritmica di Marco Senin (basso) e Alessandro Vitali (batteria), anche loro spesso
in primo piano, protagonisti dei singoli pezzi con un piglio da quartetto jazz.
Al disco poi hanno partecipato anche Francesca Bono degli Ofeliadorme, che
mette la voce in Tempeste di Sabbia, e di Vespertina in L’insonnia.
Album da ascoltare seguendo il
libro (i brani, anche quelli completamente strumentali, hanno tutti un sottotitolo che descrive a che
punto siamo del racconto), o semplicemente ad occhi chiusi lasciandosi
trasportare dalle atmosfere che uniscono vari generi (prog, jazz, gospel, ma
anche qui le definizioni lasciano il tempo che trovano), Panoramica degli
Abissi è uno dei tanti esempi del coraggio sperimentale che anima la nostra
scena indipendente, e testimonia la vivacità creativa di artisti come Filippo
Donisi, votati ad una multidisciplinarità che non è affatto facile governare
con così buon equilibrio.
Nicola Gervasini
VOTO.7
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