Haunted By You segue l'incerto e debole Delancey Street, recuperando sicuramente una maggiore consapevolezza d'autrice (notevole in questo senso la title-track). Se Invisible Light pare un inizio un po' leggerino (ma verrà riproposta nel finale in versione più convincente), Abby Would You Wait (impreziosita dall'intervento vocale di Seth Glier) pare subito trovare il perfetto equilibrio tra testo e melodia, mentre California dimostra che forse anche le giovani folksinger alla Anais Mitchell devono molto alla sua generazione di chanteuse. L'album conserva comunque la tipica eleganza delle sue produzioni, con grande sfoggio di archi (The Sequin Song deve molto al violino di Jacob Lawson), del suo immancabile pianoforte (in grande evidenza in Performance Art, tour de force con un testo notevole fin dall'originale incipt "Oggi è il primo giorno del resto della mia morte") e il solito stuolo di session-man e amici che popola da sempre i suoi dischi. Si trovano le voci di Dar Williams e della procace Lucy Woodward, si sprecano le chitarre d'oro di James Mastro,David Immergluck dei Counting Crows, Mark Bosch (Ian Hunter Band) e addirittura del redivivo Shane Fontayne (Lone Justice e Springsteen era Human Touch) per un disco dove le sei corde restano comunque sempre relegate sullo sfondo per paura di rovinare il pathos di brani come Ready (dove Fontayne comunque prova a gettare elettricità nelle acque chete di un sound levigatissimo) o Confession. Inevitabile il paragone più che con la Tori Amos già citata, con la Regina Spektor più stilosa o con la Sarah McLachlan più evocativa. Album interessante ma decisamente troppo lungo e senza variazioni sul tema, Haunted By You conferma la Sage come personaggio incapace di dire quella parola in più che zittisca tutti. E di fatto, intorno a lei, sentiamo un gran vociare di giovani e talentuose artiste che fanno decisamente più rumore. Ed è un peccato, perché è del silenzio che avrebbe bisogno Haunted By You per esprimersi al meglio. |
martedì 29 gennaio 2013
RACHEL SAGE - Haunted By You
mercoledì 23 gennaio 2013
GRAHAM PARKER & THE RUMOUR - Three Chords Good
| Graham Parker & The RumourThree Chords Good [Primary Wave 2012] www.grahamparker.net di Nicola Gervasini (03/12/2012) | |||
Non facciamo troppo gli schizzinosi, l'idea di una reunion dei Rumour ci piace e, anzi, arriva forse troppo tardi e magari sarebbe stata auspicabile già a fine anni Novanta, quando collaborando con i Figgs (che ancora oggi lo seguono comunque come gruppo spalla nella torunee) Graham Parker aveva in qualche modo ritrovato la voglia di un pub-rock più secco e stradaiolo. Nel 2012 invece il tempo è passato, le pance e i capelli bianchi sono aumentati (sorvoliamo sulla oscena copertina, ma GP ci ha abituato a simili obbrobri), ma i "ragazzi" hanno avuto voglia e energia di riprovarci a 32 anni di distanza da The Up Escalator del 1980, ultimo capitolo della storica saga. A dire il vero più o meno tutti i componenti della band hanno poi continuato a collaborare e a suonare nei dischi di Parker nel corso degli anni, ma mai tutti contemporaneamente.
Felici di quindi di ritrovare in un colpo solo le chitarre di Brinsley Schwarz e Martin Belmont, il battito di Steve Goulding, il basso di Andrew Bodnar e le tastiere nervose di Bob Andrews, ma saremmo stati ancora più felici seThree Chords Good avesse rappresentato un nuovo cambio di rotta. Invece quello che subito pare evidente è che sono davvero troppo poche le differenze in termini di sound tra questo album e tutta la produzione di Mister GP dal 1990 ad oggi, con quel sound elettro-acustico leggero e smussato che aveva già cominciato a stancare con il precedente (e debolissimo) Imaginary Television. Intendiamoci, il livello è buono e la band prova a ritrovare i ritmi di un tempo (il pub-reagge dell'inziale Snake Oil Capital Of the World, che, ahinoi, non è la nuova Hey Lord, Don't Ask Me Question) e sapori rock persi negli anni (Live In Shadows). Ma nulla qui ricorda anche solo lontanamente quel rock nervoso e adrenalinico sciorinato in album come Stick To Me e Squeezing Out The Sparks.
Siamo dunque al solito tran-tran parkeriano, sempre piacevole e lodevole quando la penna funziona (Arlington's Busy), ma anche sotto questo aspetto il nostro beniamino sembra aver perso un po' della capacità di scrivere la canzone giusta per ogni momento. Si apprezzano le sue classiche ballate (Long Emotional Ride e forse ancor di piùStop Cryin About The Rain), ma si sbadiglia anche un poco quando GP innesta il pilota automatico con brani come She Rocks Me o Old Soul. La sensazione è che se ci sono i Rumour, proprio non si sentono, se non in innocuo rock-blues come A Lie Gets Halfway 'Round the World (tour de force che finisce con un Parker con fiatone che dichiara "mi sono rotto una mano, meno male che ne ho due"), nel bar-rock di Coathangers (dove finalmente si sente un vero assolo di Schwarz) o magari nel tentativo di trovare una nuova Watch The Moon Come Down (qui si chiama The Moon Was Low). Resta la classe, la simpatia, le parole taglienti e sagaci, qualche buona canzone da aggiungere al suo songbook migliore (la title-track, la nostalgica Last Bookstore In Town) e la speranza che dal vivo sappiano tirar fuori qualcosa di meglio.
Felici di quindi di ritrovare in un colpo solo le chitarre di Brinsley Schwarz e Martin Belmont, il battito di Steve Goulding, il basso di Andrew Bodnar e le tastiere nervose di Bob Andrews, ma saremmo stati ancora più felici seThree Chords Good avesse rappresentato un nuovo cambio di rotta. Invece quello che subito pare evidente è che sono davvero troppo poche le differenze in termini di sound tra questo album e tutta la produzione di Mister GP dal 1990 ad oggi, con quel sound elettro-acustico leggero e smussato che aveva già cominciato a stancare con il precedente (e debolissimo) Imaginary Television. Intendiamoci, il livello è buono e la band prova a ritrovare i ritmi di un tempo (il pub-reagge dell'inziale Snake Oil Capital Of the World, che, ahinoi, non è la nuova Hey Lord, Don't Ask Me Question) e sapori rock persi negli anni (Live In Shadows). Ma nulla qui ricorda anche solo lontanamente quel rock nervoso e adrenalinico sciorinato in album come Stick To Me e Squeezing Out The Sparks.
Siamo dunque al solito tran-tran parkeriano, sempre piacevole e lodevole quando la penna funziona (Arlington's Busy), ma anche sotto questo aspetto il nostro beniamino sembra aver perso un po' della capacità di scrivere la canzone giusta per ogni momento. Si apprezzano le sue classiche ballate (Long Emotional Ride e forse ancor di piùStop Cryin About The Rain), ma si sbadiglia anche un poco quando GP innesta il pilota automatico con brani come She Rocks Me o Old Soul. La sensazione è che se ci sono i Rumour, proprio non si sentono, se non in innocuo rock-blues come A Lie Gets Halfway 'Round the World (tour de force che finisce con un Parker con fiatone che dichiara "mi sono rotto una mano, meno male che ne ho due"), nel bar-rock di Coathangers (dove finalmente si sente un vero assolo di Schwarz) o magari nel tentativo di trovare una nuova Watch The Moon Come Down (qui si chiama The Moon Was Low). Resta la classe, la simpatia, le parole taglienti e sagaci, qualche buona canzone da aggiungere al suo songbook migliore (la title-track, la nostalgica Last Bookstore In Town) e la speranza che dal vivo sappiano tirar fuori qualcosa di meglio.
lunedì 21 gennaio 2013
MELISSA JAMES - DAY DAWNS
[Home]
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[Melissa James & Ross Lorraine 2012] "Abbiamo un sacco di nuove cantanti ossessionate da Aretha, un sacco di nuove swingers che vorrebbero solo essere lei" cantava Graham Parker nel 1996, e a più di quindici album possiamo ben dire che quella che era una tendenza dell'allora crescente mondo del nuovo r&b, è ormai diventata una consuetudine nella nostra epoca di new-soul revival. Melissa Jamesè solo una delle tante, una ragazzina di Londra che con il proprio album d'esordio Day Dawns (uscito già prima dell'estate) cerca disperatamente il soul della Franklin che fu. Tentativo nobile, anche se, non potendo contare su una voce di egual potenza, finisce forse più per trovare la delicatezza della Roberta Flack prima-era. Tredici canzoni che inseguono suoni soul classici fatti di fiati-hammond e chitarre gentili (Don't You Keep Yourself Down), melodie che sembrano rubate da un inedito songbook di Carole King (Little Caged Bird), duetti da ufficio marketing Motown con il vocalist Kevin Leo (Sing), slow-songs strappalacrime alla Otis Redding (I Need You Here), blues acustici (Don't Ever Let Nobody), passaggi jazzy (You Make Me Feel Good o I Get Along Without You Very Well) fino a tocchi d'autore alla Joan Armatrading (I Miss You). Nulla nasce per caso qui, la scolaretta ha studiato bene i classici ed esegue tutto con certosina precisione fin dal geometrico songwriting dei suoi brani. Manca forse non tanto la personalità, ma il colpo di genio che la sappia far risaltare (il produttore Joe Leach è solo un buon mestierante da studio), ma per essere la sua prima volta c'è sostanza su cui investire. Sempre che la black-music non si stanchi di questo (insperato fino a pochi anni fa) ritorno al passato. (Nicola Gervasini) www.melissa-james.com |
venerdì 18 gennaio 2013
CHARLIE MARS - BLACKBERRY LIGHT
| ||||
mercoledì 16 gennaio 2013
WEST END MOTEL - ONLY TIME CAN TELL
WEST END MOTEL
ONLY TIME CAN TELL
Ada/West End Motel
***
Nicola Gervasini
lunedì 14 gennaio 2013
ADRIAN CRAWLEY - I SEE THREE BIRDS FLYING
ADRIAN CRAWLEY
I SEE THREE BIRDS FLYING
Chemikal Underground
Records
***
Nicola Gervasini
giovedì 10 gennaio 2013
THE OLD CEREMONY- FAIRYTALES AND OTHER FORMS OF SUICIDE
THE
OLD CEREMONY
FAIRYTALES
AND OTHER FORMS OF SUICIDE
Yep Roc Records
***
Nicola Gervasini
martedì 8 gennaio 2013
BENJAMIN GIBBARD - FORMER LIVES
BENJAMIN GIBBARD
FORMER LIVES
Barsuk records
***1/2
Nicola Gervasini
sabato 5 gennaio 2013
MARK EITZEL - DON’T BE A STRANGER
MARK EITZEL
DON’T BE A STRANGER
Merge
***
Nicola Gervasini
mercoledì 5 dicembre 2012
IL MEGLIO DEL 2012
Tanti dischi, con un appiattimento non verso il basso, ma verso il medio. I vecchi reggono ma sono sempre più quelli che mostrano la corda, nuovi fenomeni non ne escono, ma ormai sono tanti quelli che sanno fare un buon disco. A chi serva tutto ciò ce lo chiederemo nel 2025, ora è presto e c'è lIMU da pagare.
Il Podio
Che dire, premio 2012 al Dottore e al suo giovane (?) specializzando Dan Auerbach che lo rivitalizza. Secondo premio a Biill Fay, uno zombie dei settanta che ritorna giusto per dire che "quelli di quella generazione" avevano ben altra classe. Terzo ad un Lanegan finalmente convincente e a suo agio tra i suoni anni 80 che tornano alla ribalta. Ode To Sad Disco è anche il brano del 2012
1 DR. JOHN Locked Down
2 BILL FAY Life Is People
3 MARK LANEGAN Blues funeral
Il resto della Top 10
Laddove i vecchi scrivono ancora grandi canzoni registrandole male (Dylan) o scrivono come al solito registrandole bene (Knopfler), laddove la Merritt trova finalmente l'equilibrio giusto tra country e pop (ci ha messo 3 dischi, ma chi l'ha dura...), dove Hunter ormai è quasi banale dirlo, dove gli Shearwater danno un buon esempio di come suoni anni 80 e indie 2000 possono davvero convivere, dove il rock and roll da strada vive ancora con il sorprendente Lee Bains III e dove i Giant Sand raddoppiano per quella che è probabilmente il loro greatest hits di stili di una carriera
4 MARK KNOPFLER Privateering
5 BOB DYLAN Tempest
6 TIFT MERRITT Traveling Alone
7 IAN HUNTER When I'm President
8 SHEARWATER Animal Joy
9 LEE BAINS III & THE GLORY FIRES There Is A Bomb In Gilead
10 GIANT GIANT SAND Tucson
Dischi Caldi (ordine sparso)
Laddove sorprende il primo disco della O'Connor che mi convince dai tempi dei due primi dischi, laddove gli Avett Brothers restano una delle giovani realtà più vive, laddove Chesnutt torna dopo 11 anni per fare il disco black del 2012 (ma sulla nera l'annata è stata povera devo dire), laddove la doppietta del corvo nero Robinson convince, Tom Jones fa il cover-record dell'anno, Kevin Gordon il loser-record dell'anno, Fagen fa il solito Fagen ma lo fa sempre meglio di altri, Escovedo si conferma, la Cahoone cresce e la DeMent torna convinta e di gran livello
11 SINEAD O'CONNOR How About I Be Me And You Be You
12 AVETT BROTHERS The Carpenter
13 CODY CHESNUTT Landing On A Hundred
14 CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD The Magic Door / Big Moon Ritual
15 KEVIN GORDON Gloryland
16 TOM JONES Spirit in the Room
17 ALEJANDRO ESCOVEDO Big Station
18 DONALD FAGEN Sunken Condos
19 SERA CAHOONE Deer Creek Canyon
20 IRIS DEMENT Sing The Delta
Top 50: applausi, mi avete accompagnato, divertito, allietato e vi ricorderò (ordine più o meno sparso)
21 JIM JONES REVUE The Savage Heart
22 ANDREA SCHROEDER Blackbird
23 CRAIG FINN Clear Heart, Full Eyes
24 PATTERSON HOOD Heat Lightning Rumbles
25 FATHER JOHN MISTY Fear Fun
26 WALLFLOWERS Glad All Over
27 MARTIN ZELLAR Roosters Crows
28 BUTCH WALKER The Spade
29 DAMIEN JURADO Maraqopa
30 DWIGHT YOAKAM 3 Pears
31 GLEN HANSARD Rhythm and Repose
32 LEE RANALDO Between The Times And The Tides
33 PAUL KELLY Spring And Fall
34 COWBOY JUNKIES Wilderness (Demon 4)
35 BOB MOULD Silver Age
36 ZACHARY RICHARD le Fou
37 CHUCK PROPHET Temple Beautiful
38 RY COODER Election Special
39 HOWLIN RAIN The Russians Wilds
40 RYAN BINGHAM Tomorrowland
41 SEAN ROWE The Salesman And The Shark
42 BRUCE SPRINGSTEEN Wrecking Ball
43 DEEP DARK WOODS The Place I Left Behind
44 HISS GOLDEN MESSENGER Poor Moon
45 LEONARD COHEN Old Ideas
46 BUFORD POPE Matching Numbers
47 JOHN MURRY The Graceless Age
48 STAN RIDGWAY Mr Trouble
49 DAN STUART The Deliverance of Marlowe Billings
50 ANAIS MITCHELL Young Man in America
Premio speciale "Italians do it better"
FRANCESCO DE GREGORI Sulla Strada
Menzioni speciali per gli italiani e il loro mondo di radici americane
LOWLANDS Better World Coming e Beyond
MARIA OLIVERO - Anyway
MATT WALDON - Oktober
CHEAP WINE - Based On Lies
e ancora Alex Cambise, The Lady & The Reverend, Veronica Sbergia, Miami & The Groovers, e tanti altri che animano sempre i nostri ormai pochi locali, compresi quelli che non ho potuto sentire e ho dimenticato
The Best Live Album 2012
1 JASON ISBELL & THE 400 UNIT Live in Alabama
Premio Pensione Mariuccia 2012 (Vecchi che guardano i lavori in corso)
- Ordine Inverso dal peggiore al migliore
1 LYNYRD SKYNYRD Last Of A Dying Breed
l'aggravante è che poi loro sono giovani, ma devono far finta di essere vecchi se non non vendono più
2 BEACH BOYS That's why god made the radio
va bene che i Fleet Foxes gli hanno rubato il copyright, ma potevano anche farlo notare con una semplice 456esima ristampa di Pet Sounds
3 JOE COCKER Fire It Up
premio "ma è ancora in giro?"
4 PATTI SMITH Banga
premio "brava, ma dopo un po' rompe er c...."
5 IAN ANDERSON Thick As a Brick 2
ti hanno tolto la pensione anche a te eh? L'Imu? Le lezioni di flauto?
6 VAN MORRISON Born to Sing: No Plan B
premio "ma non l'avevi già fatta questa?"
7 JOE JACKSON The Duke
qualcuno gli spieghi che jazz e classica non fan per lui, aridatece il pop
8 NEIL YOUNG & CRAZY HORSE Psychedelic pills
premio "15 minuti di buon disco per 60 minuti di noia"
9 JOHN HIATT Mystic Pinball
premio "c'eravamo tanto amati 1"
10 GRAHAM PARKER & THE RUMOUR Three Chords Good
premio "c'eravamo tanto amati 2"
Premio speciale "Quest'anno ho scampato il premio bollito dell'anno e non so neanche io come ho fatto, pure in top 50 sono entrato!..."
BRUCE SPRINGSTEEN Wrecking Ball
CULT Choice Of Weapon
Fare un bel disco con un Atsbury spompato non era facile.
ZZ TOP La Futura
Decentissimi e quasi divertenti, copiano loro stessi e glielo si perdona
AEROSMITH Music From Another Dimension
viste le premesse meglio del previsto. Dovrebbero però fare una legge che gli vieti di registrare altre ballate alla Crazy
VAN HALEN A Different Kind Of Truth
il tempo è passato inesorabile, si impegnano, ma...
SOUNDGARDEN King Animal
non è tempo per noi! lassa stà Chris....
Fantozziane Cagate Pazzesche del 2012
1 IGGY POP Apres
se voleva coprirsi di ridicolo ci è riuscito appieno
2 RICKIE LEE JONES The Devil You Know
il significato della parola "irritante"
3 PAUL MC CARTNEY Kisses On The Bottom
potrebbe far rivalutare le opere di musica classica e dance
4 DELTA SPIRIT Delta Spirit 2012
Peggior secondo album del decennio dopo un buon primo album
5 NEIL YOUNG & CRAZY HORSE Americana
Esistono modi migliori per passare il tempo quando si è in pensione
6 GRANT LEE PHILLIPS Walking on The Green Corn
Premio "due coglioni così 2012"
7 MATTHEW RYAN In The Dusk Of Everything
Secondo Premio "due coglioni così 2012"
8 PAUL WELLER Sonik Kicks
Qualcuno lo avverta che può anche passare alla fase "Sono vecchio ma me ne vanto" senza per forza far finta di essere giovane
9 GASLIGHT ANTHEM Handwritten
Qualcuno mi ricorda perchè mi erano piaciuti?
10 STEVE FORBERT Over With you
e se facessimo una colletta per mantenerlo senza che debba più fare dischi?
Delusioni 2012 (non brutti, ma mi aspettavo molto, ma MOLTO di più)
JACK WHITE Blunderbuss
CAT POWER Sun
DAVID BYRNE & St. VINCENT Love This Giant
LUCERO Women & Work
BETTYE LAVETTE Thankful n'Thoughtful
KATHLEEN EDWARDS Voyageur
COUNTING CROWS Underwater Sunshine
BRANDI CARLILE Bear Creek
The Others (Vi ho ascoltato, a tratti anche con piacere, e di tanto in tanto vi ricorderò)
BEN KWELLER Go Fly A Kite
NENEH CHERRY The Cherry Thing
CHELSEA CROWELL Crystal City
MICHAEL KIWANUKA Home Again
DEXYS One Day I’m Going To Soar
JIM CUDDY Skyscraper Soul
MELISSA JAMES Day Dawns
WHITE BUFFALO Once Upon a Time In The West
JIMMY CLIFF Rebirth
BENJAMIN GIBBARD Former Lives
BETH JEANS HOUGHTON Yours Truly, Cellophane Nose
CHRIS KNIGHT Little Victories
CORY CHISEL & THE WANDERING SONS Old Believers
ELEPHANT MICAH Louder Than Thou
JIMMY LAFAVE Depending on the distance
KRIS KRISTOFFERSON Feeling mortal
LISA MARIE PRESLEY Storm & Grace
LUMINEERS The Lumineers
MALCOLM HOLCOMBE Down The River
MARTY STUART Nashville Volume 1: Tear The Woodpile Down
WOVENHAND The Laughing Stalk
BAP KENNEDY Sailor's Revenge
CAROLINA CHOCOLATE DROPS Leaving Eden
CHRIS SMITHER Hundred Dollar Valentine
DAVE STEWART The Ringmaster General
DINOSAUR JR. I Bet On Sky
Jay Farrar, Will Johnson, Anders Parker, Yim Yames New Multitudes
JOHN FULLBRIGHT From the Ground Up
MATTHEW E. WHITE Big Inner
WALLIS BIRD Wallis Bird
ANI DI FRANCO Which side are you on?
BONNIE RAITT Slipstream
CUFF THE DUKE Morning Comes
dB's Falling Off The Sky
JOHN CALE Shifty Adventures...
JAKE BUGG Jake Bugg
JAMES YORKSTON I was a Cat from a Book
LIGHTSHIPS Electric Cables
LIZ GREEN o devotion
LOUDON WAINWRIGHT III Older than my old man now
ROBERT CRAY Nothing But Love
RUTHIE FOSTER Let It Burn
ALVIN LEE Still On The Road To Freedom
BAND OF SKULLS Sweet Sour
BETH ORTON Sugaring Season
BRAD United We Stand
LYLE LOVETT Release Me
SIMONE FELICE Simone Felice
GRACE WOODROOFE Always Want
MARK EITZEL Don't be a stranger
PAUL BUCHANAN Mid Air
ANDRE WILLIAMS Hoods And Shades
BOBBY WOMACK The Bravest Man in the Universe
DAN BERN Doubleheader
EDWARD SHARPE & the Magnetic Zeros Here
JUSTIN TOWNES EARLE Nothing's Gonna Change the Way...
NICK CAVE & WARREN ELLIS Lawless (colonna sonora)
PETER BUCK Peter Buck
DAVE MATTHEWS BAND Away From The World
JOHN MAYER Born and Raised
KELLY JOE PHELPS Brother Sinner and the Whale
REGINA SPEKTOR What We Saw from the Cheap Seats
RAY WYLIE HUBBARD The Grifter's Hymnal
MUMFORD & SONS Babel
ALABAMA SHAKES Boys & Girls
E ORA
LET'S ROCK THE MAYAS!
Il Podio
1 DR. JOHN Locked Down
2 BILL FAY Life Is People
3 MARK LANEGAN Blues funeral
Il resto della Top 10
Laddove i vecchi scrivono ancora grandi canzoni registrandole male (Dylan) o scrivono come al solito registrandole bene (Knopfler), laddove la Merritt trova finalmente l'equilibrio giusto tra country e pop (ci ha messo 3 dischi, ma chi l'ha dura...), dove Hunter ormai è quasi banale dirlo, dove gli Shearwater danno un buon esempio di come suoni anni 80 e indie 2000 possono davvero convivere, dove il rock and roll da strada vive ancora con il sorprendente Lee Bains III e dove i Giant Sand raddoppiano per quella che è probabilmente il loro greatest hits di stili di una carriera
4 MARK KNOPFLER Privateering
5 BOB DYLAN Tempest
6 TIFT MERRITT Traveling Alone
7 IAN HUNTER When I'm President
8 SHEARWATER Animal Joy
9 LEE BAINS III & THE GLORY FIRES There Is A Bomb In Gilead
10 GIANT GIANT SAND Tucson
Dischi Caldi (ordine sparso)
Laddove sorprende il primo disco della O'Connor che mi convince dai tempi dei due primi dischi, laddove gli Avett Brothers restano una delle giovani realtà più vive, laddove Chesnutt torna dopo 11 anni per fare il disco black del 2012 (ma sulla nera l'annata è stata povera devo dire), laddove la doppietta del corvo nero Robinson convince, Tom Jones fa il cover-record dell'anno, Kevin Gordon il loser-record dell'anno, Fagen fa il solito Fagen ma lo fa sempre meglio di altri, Escovedo si conferma, la Cahoone cresce e la DeMent torna convinta e di gran livello
11 SINEAD O'CONNOR How About I Be Me And You Be You
12 AVETT BROTHERS The Carpenter
13 CODY CHESNUTT Landing On A Hundred
14 CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD The Magic Door / Big Moon Ritual
15 KEVIN GORDON Gloryland
16 TOM JONES Spirit in the Room
17 ALEJANDRO ESCOVEDO Big Station
18 DONALD FAGEN Sunken Condos
19 SERA CAHOONE Deer Creek Canyon
20 IRIS DEMENT Sing The Delta
Top 50: applausi, mi avete accompagnato, divertito, allietato e vi ricorderò (ordine più o meno sparso)
21 JIM JONES REVUE The Savage Heart
22 ANDREA SCHROEDER Blackbird
23 CRAIG FINN Clear Heart, Full Eyes
24 PATTERSON HOOD Heat Lightning Rumbles
25 FATHER JOHN MISTY Fear Fun
26 WALLFLOWERS Glad All Over
27 MARTIN ZELLAR Roosters Crows
28 BUTCH WALKER The Spade
29 DAMIEN JURADO Maraqopa
30 DWIGHT YOAKAM 3 Pears
31 GLEN HANSARD Rhythm and Repose
32 LEE RANALDO Between The Times And The Tides
33 PAUL KELLY Spring And Fall
34 COWBOY JUNKIES Wilderness (Demon 4)
35 BOB MOULD Silver Age
36 ZACHARY RICHARD le Fou
37 CHUCK PROPHET Temple Beautiful
38 RY COODER Election Special
39 HOWLIN RAIN The Russians Wilds
40 RYAN BINGHAM Tomorrowland
41 SEAN ROWE The Salesman And The Shark
42 BRUCE SPRINGSTEEN Wrecking Ball
43 DEEP DARK WOODS The Place I Left Behind
44 HISS GOLDEN MESSENGER Poor Moon
45 LEONARD COHEN Old Ideas
46 BUFORD POPE Matching Numbers
47 JOHN MURRY The Graceless Age
48 STAN RIDGWAY Mr Trouble
49 DAN STUART The Deliverance of Marlowe Billings
50 ANAIS MITCHELL Young Man in America
Premio speciale "Italians do it better"
FRANCESCO DE GREGORI Sulla Strada
Menzioni speciali per gli italiani e il loro mondo di radici americane
LOWLANDS Better World Coming e Beyond
MARIA OLIVERO - Anyway
MATT WALDON - Oktober
CHEAP WINE - Based On Lies
e ancora Alex Cambise, The Lady & The Reverend, Veronica Sbergia, Miami & The Groovers, e tanti altri che animano sempre i nostri ormai pochi locali, compresi quelli che non ho potuto sentire e ho dimenticato
1 JASON ISBELL & THE 400 UNIT Live in Alabama
Premio Pensione Mariuccia 2012 (Vecchi che guardano i lavori in corso)
- Ordine Inverso dal peggiore al migliore
1 LYNYRD SKYNYRD Last Of A Dying Breed
l'aggravante è che poi loro sono giovani, ma devono far finta di essere vecchi se non non vendono più
2 BEACH BOYS That's why god made the radio
va bene che i Fleet Foxes gli hanno rubato il copyright, ma potevano anche farlo notare con una semplice 456esima ristampa di Pet Sounds
3 JOE COCKER Fire It Up
premio "ma è ancora in giro?"
4 PATTI SMITH Banga
premio "brava, ma dopo un po' rompe er c...."
5 IAN ANDERSON Thick As a Brick 2
ti hanno tolto la pensione anche a te eh? L'Imu? Le lezioni di flauto?
6 VAN MORRISON Born to Sing: No Plan B
premio "ma non l'avevi già fatta questa?"
7 JOE JACKSON The Duke
qualcuno gli spieghi che jazz e classica non fan per lui, aridatece il pop
8 NEIL YOUNG & CRAZY HORSE Psychedelic pills
premio "15 minuti di buon disco per 60 minuti di noia"
9 JOHN HIATT Mystic Pinball
premio "c'eravamo tanto amati 1"
10 GRAHAM PARKER & THE RUMOUR Three Chords Good
premio "c'eravamo tanto amati 2"
Premio speciale "Quest'anno ho scampato il premio bollito dell'anno e non so neanche io come ho fatto, pure in top 50 sono entrato!..."
BRUCE SPRINGSTEEN Wrecking Ball
Premio "Rocker that still sucks!" del 2012 (Giovani che crescono e si faranno con il rock)
CULT Choice Of Weapon
Fare un bel disco con un Atsbury spompato non era facile.
ZZ TOP La Futura
Decentissimi e quasi divertenti, copiano loro stessi e glielo si perdona
AEROSMITH Music From Another Dimension
viste le premesse meglio del previsto. Dovrebbero però fare una legge che gli vieti di registrare altre ballate alla Crazy
VAN HALEN A Different Kind Of Truth
il tempo è passato inesorabile, si impegnano, ma...
SOUNDGARDEN King Animal
non è tempo per noi! lassa stà Chris....
Fantozziane Cagate Pazzesche del 2012
1 IGGY POP Apres
se voleva coprirsi di ridicolo ci è riuscito appieno
2 RICKIE LEE JONES The Devil You Know
il significato della parola "irritante"
3 PAUL MC CARTNEY Kisses On The Bottom
potrebbe far rivalutare le opere di musica classica e dance
4 DELTA SPIRIT Delta Spirit 2012
Peggior secondo album del decennio dopo un buon primo album
5 NEIL YOUNG & CRAZY HORSE Americana
Esistono modi migliori per passare il tempo quando si è in pensione
6 GRANT LEE PHILLIPS Walking on The Green Corn
Premio "due coglioni così 2012"
7 MATTHEW RYAN In The Dusk Of Everything
Secondo Premio "due coglioni così 2012"
8 PAUL WELLER Sonik Kicks
Qualcuno lo avverta che può anche passare alla fase "Sono vecchio ma me ne vanto" senza per forza far finta di essere giovane
9 GASLIGHT ANTHEM Handwritten
Qualcuno mi ricorda perchè mi erano piaciuti?
10 STEVE FORBERT Over With you
e se facessimo una colletta per mantenerlo senza che debba più fare dischi?
Delusioni 2012 (non brutti, ma mi aspettavo molto, ma MOLTO di più)
JACK WHITE Blunderbuss
CAT POWER Sun
DAVID BYRNE & St. VINCENT Love This Giant
LUCERO Women & Work
BETTYE LAVETTE Thankful n'Thoughtful
KATHLEEN EDWARDS Voyageur
COUNTING CROWS Underwater Sunshine
BRANDI CARLILE Bear Creek
The Others (Vi ho ascoltato, a tratti anche con piacere, e di tanto in tanto vi ricorderò)
BEN KWELLER Go Fly A Kite
NENEH CHERRY The Cherry Thing
CHELSEA CROWELL Crystal City
MICHAEL KIWANUKA Home Again
DEXYS One Day I’m Going To Soar
JIM CUDDY Skyscraper Soul
MELISSA JAMES Day Dawns
WHITE BUFFALO Once Upon a Time In The West
JIMMY CLIFF Rebirth
BENJAMIN GIBBARD Former Lives
BETH JEANS HOUGHTON Yours Truly, Cellophane Nose
CHRIS KNIGHT Little Victories
CORY CHISEL & THE WANDERING SONS Old Believers
ELEPHANT MICAH Louder Than Thou
JIMMY LAFAVE Depending on the distance
KRIS KRISTOFFERSON Feeling mortal
LISA MARIE PRESLEY Storm & Grace
LUMINEERS The Lumineers
MALCOLM HOLCOMBE Down The River
MARTY STUART Nashville Volume 1: Tear The Woodpile Down
WOVENHAND The Laughing Stalk
BAP KENNEDY Sailor's Revenge
CAROLINA CHOCOLATE DROPS Leaving Eden
CHRIS SMITHER Hundred Dollar Valentine
DAVE STEWART The Ringmaster General
DINOSAUR JR. I Bet On Sky
Jay Farrar, Will Johnson, Anders Parker, Yim Yames New Multitudes
JOHN FULLBRIGHT From the Ground Up
MATTHEW E. WHITE Big Inner
WALLIS BIRD Wallis Bird
ANI DI FRANCO Which side are you on?
BONNIE RAITT Slipstream
CUFF THE DUKE Morning Comes
dB's Falling Off The Sky
JOHN CALE Shifty Adventures...
JAKE BUGG Jake Bugg
JAMES YORKSTON I was a Cat from a Book
LIGHTSHIPS Electric Cables
LIZ GREEN o devotion
LOUDON WAINWRIGHT III Older than my old man now
ROBERT CRAY Nothing But Love
RUTHIE FOSTER Let It Burn
ALVIN LEE Still On The Road To Freedom
BAND OF SKULLS Sweet Sour
BETH ORTON Sugaring Season
BRAD United We Stand
LYLE LOVETT Release Me
SIMONE FELICE Simone Felice
GRACE WOODROOFE Always Want
MARK EITZEL Don't be a stranger
PAUL BUCHANAN Mid Air
ANDRE WILLIAMS Hoods And Shades
BOBBY WOMACK The Bravest Man in the Universe
DAN BERN Doubleheader
EDWARD SHARPE & the Magnetic Zeros Here
JUSTIN TOWNES EARLE Nothing's Gonna Change the Way...
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giovedì 29 novembre 2012
| Paul
Kelly Spring and Fall [Cen 2012] www.paulkelly.com.au di Nicola Gervasini (26/11/2012) | |||
Strutturato come un concept sulle svariate visuali che uno stesso problema di cuore può avere a seconda di chi l'osserva, il disco potrebbe anche sembrare fin troppo lento e adagiato su un impianto elettro-acustico che non lascia spazio alla spettacolarità, ma a lungo andare la validità delle canzoni fa vincere l'insieme. Registrato con il nipote Dan Kelly e il produttore Greg J Walker (che in patria è noto per un progetto one-man-band chiamato Machine Translations, che ha prodotto non pochi album), l'album è breve ed essenziale, undici brani che non si buttano via grazie a delicati arrangiamenti d'archi e tocchi di piano e mandolino che impreziosiscono piccolo gemme come None Of Your Business Now o I'm On Your Side.
Nei testi non si nascondono particolari misteri, Kelly si limita ad usare le parole dell'amore per seguire le melodie e costruire una sorta di diario di una vita assieme (For The Ages non specifica se il rapporto è di tipo matrimoniale, ma sicuramente si parla di amori per la vita), soffermandosi sulle difficoltà di comunicazione (Cold As Canada), le dichiarazioni d'amore (New Found Year), i tradimenti (Someone New), i dolori (Little Aches) e i pentimenti (Gonna Be Good). Alla fine dire che "vince l'amore" fa magari un po' libro di Moccia, ma è la sensibilità e la voce nasale (ricorda tanto quella di Jeff Finlin) dell'autore che danno all'insieme quel tocco melodicamente sofferto che lega Spring And Fall a filo diretto con i grandi cantautori degli anni settanta (Gordon Lightfoot uno dei primi che vengono in mente). Consigliato a chi non ha mai smesso di cercare la folk-love-song perfetta.
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