Lovvbömbing
- PISS! PEAS! PEACE!
2026
Vina Records
Un album di esordio di una band
di ispirazione garage-punk nel 2026 è pur sempre una notizia in un ambito
musicale generale che ormai viaggia verso altri lidi, ma tutto sommato l’idea
di una canzone tutta rabbia e volume non è mai tramontata tra i giovani che
hanno ancora il coraggio di imbracciare una chitarra o pestare una vera
batteria, e in qualche modo ormai il genere è una nicchia al di fuori delle
mode duratura e dal pubblico costante al pari dell’Heavy Metal. I Lovvbömbing! da
Cesena, ad esempio, rispettano tutti i parametri dello stile: nome da combattimento,
e primo album con titolo urlato fin dai giochi di parole alquanto attuali (“PISS!
PEAS! PEACE!”).
Loro sono un quartetto classico
formato da Francesco Brandolini, Federico Canducci, Francesco Lucchi e Lorenzo
Ricci, che si sono lasciati coinvolgere da parecchie influenze che rendono
l’album vario e più che interessante fin dall’iniziale Esquisito River, che
parte come una classica punk-song alla Bad Religion, ma che ha nel mezzo un
momento più etereo da stoner-rock anni Novanta. E, bene o male, tutti i brani
giocano sull’alternanza tra momenti furiosi e altri più rallentati, come Whyte
Rabbyt, che fin dal titolo gioca coi classici del flower power per un brano
tutto accelerate, frenate e ripartenze, e ascoltate anche Doodly Doo, uno dei brani
migliori della raccolta, che arriva ad un insolito minutaggio oltre i cinque
minuti proprio in virtù dei tanti cambi di registro. L’ironia di alcuni titoli
fa capire anche il tono sarcastico e canzonatorio delle loro canzoni, a partire
dai nomi storpiati di titoli come James Pond o Sydney Weenie, che potrebbe
appartenere al repertorio di Henry Rollins anche per l’attitudine allo stile
declamatorio del cantante Brandolini, sia che si tratti di temi politici
(President Alien, brano quasi space-rock in stile Hawkwind, e altro gioco di
parole, stavolta relativo al noto fumetto e serie TV), sia di temi più legati
all’amore universale (Fury, anche questa un muro di chitarre sferraglianti
intramezzato da un momento quasi riflessivo).
Chiudono il disco lo sproloquio
psichedelico di Majestic Silver Seas, e l’ultima devastante invettiva di Telejunkies.
Il disco è stato anticipato da tre video musicali curati dallo stesso
Brandolini, tutti con lo stesso protagonista mascherato da alieno che viene
prima inseguito dalla polizia in Fajitas (Poliz Navidad), poi diventa lui
stesso un predicatore per le masse (Whyte Rabbyt), fino a ritrovarlo Presidente
di un mondo ormai completamente svuotato (President Alien). Registrato in presa
diretta, PISS! PEAS! PEACE! è una conferma dal basso su quanto un certo tipo di
rock possa ancora avere la forza di raccontare il presente con ironia e giusta
rabbia.
Nicola Gervasini
VOTO: 7
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