Masnadero - Masnada Classica
2026, Stand Alone Complex
La scena rock alternativa e new
wave di Benevento è stata alquanto feconda nei due decenni scorsi, e se voleste
avere un valido riassunto recente vi rimanderei alla compilation Lick The Witch
- Beneventowave vol.1 uscita nel 2022, abbastanza esaustiva sulle realtà ancora
in attività. Sicuramente tra le band più rappresentative e storiche vanno
invece annoverati i 23 And Beyond The Infinite, che tra amori per i garage
degli anni Sessanta e la scena Shoegaze anni Novanta, hanno una storia più che
decennale lunga lo spazio di cinque album apprezzati soprattutto a livello
europeo.
Il loro chitarrista Alessio
Del Donno già da qualche anno si è imbarcato in progetti personali, prima con
i Faintin’ Goats (presenti nella raccolta sopracitata non a caso), con i
quali dal 2016 ha prodotto musica ancor più estrema e sperimentale, ma non
poteva mancare nel curriculum di un musicista ormai più che scafato anche la
tentazione cantautoriale, ed ecco quindi l’esordio del suo nickname solista Masnadero
Masnada Classica è un
disco curioso e intrigante, perché parte da un approccio alquanto rigoroso e
rispettoso alla scuola folk britannica alla Bert Jansch, o in alcuni momenti
anche alla Roy Harper (Màs Nada, ad esempio, lo ricorda molto), ma con la
particolarità di un tocco chitarristico derivante più dal flamenco che dal
tipico fingerpicking di scuola britannica alla John Renbourn. Un mix che rende
queste dieci canzoni più che credibili come rilettura di un folk che oggi vive
ancora attraverso personaggi come Ryley Walker o James Yorkston.
Del Donno fa quasi tutto da solo,
anche se gli ospiti in studio non mancano, come ad esempio il flauto di Alberto
Piccinni, il contrabasso di Giulio Izzo o il sax di Roberto Di Blasio, mentre
di Antonio Prugno Siniscalchi e Andrea Vernillo sono gli interventi di tastiere
e piano. Il disco è cantato in inglese (in italiano è solo il titolo dello
strumentale Le Grandi Praterie si Estinguono), e anche qui Del Donno dimostra
di potersi confondere con gli artisti madre lingua. Tra le sue passioni c’è
anche quella di regista cinematografico, per cui suo è anche il video di The
Mist Trial, che, tramite la tecnica del collage, si ispira Il Verbo degli
uccelli, lungo poema in persiano del 1177 di Farīd ad-dīn ʻAṭṭār.
Non era facile comunque
aggiungere un ingrediente ad una formula più che consolidata e tutto sommato
ancora molto moderna e in uso, e questo è sicuramente il grande valore di
questo progetto.
Nicola Gervasini
VOTO: 7,5
Videoclip
“The Mist Trial”: https://youtu.be/O_iHG__g7v8
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