mercoledì 23 settembre 2026

JOE JACKSON

 

Joe Jackson

Hope and Fury

(2026, earMUSIC)

File Under: Pop Maestro

Joe Jackson è uno di quegli artisti che potremmo ormai definire con un Maestro di stile e eleganza, sia nel songwriting che nella produzione dei suoi album, per cui non c’è molto da dubitare sulla qualità di qualsiasi nuovo lavoro. È stato anche un autore di largo successo, anche se a ben vedere solo l’esordio Look Sharp! del 1979 il celebrato Night & Day del 1982 hanno avuto vendite davvero importanti, perché poi dal 1986 in poi la sua produzione è comunque rientrata nella nicchia di appassionati e fedeli fans, che non lo hanno abbandonato neppure nei suoi controversi anni Novanta, quando l’idea di sposare una formula musicale più alta e adulta, al limite della musica classica, lo portò fuori dal seminato pop in cui sguazzava da tempo con grandi risultati. I suoi album degli anni Duemila sono tutti rientrati invece nella sua comfort zone stilistica, e, anzi, gli si potrebbe anche imputare una certa insolita pigrizia nel cercare nuove strade dalla metà della sua carriera in poi.

Ne è conferma anche questo Hope and Fury, che forse ancor più dei precedenti Fool (2019) o Look Forward (2015), si rifà nei suoni al passato, e in particolare proprio a Night And Day, di cui in alcuni brani riprende in toto il caratteristico sound con le melodie sottolineate dal suo piano e una tastiera che definirei prosaicamente “a campanellini”. Ne esce un disco vecchio nel concetto, ma ancora una volta fresco nei contenuti, perché se brani come Fabulous People o After All This Time sembrano davvero outtakes nobili dei suoi primi anni Ottanta, altrove la sua penna continua graffiare con quel suo tipico cinismo un po’ altezzoso e sprezzante e con il solito uso dell’arma dell’ironia, come testimoniano ad esempio I’m Not Sorry o Made God Laugh, Fa storia a sé un po’ la corale Welcome to Burning By Sea, ma anche questa rientra un po’ nello stile di alcuni brani quasi da musical contenuti in Night And Day.

La buona notizia è che comunque quando vuole emozionare il suo piano ancora sa arrivare al cuore, come testimoniano la finale See You in September o The Face, esattamente come la sua capacità di costruire melodie pop comunque irresistibili non si è persa, e vive ancora nei passaggi di Do Do Do o Endo of the Pier. La band messa in campo è la stessa di Fool, con il fido Graham Maby al basso, Teddy Kumpel alla chitarra e Doug Yowell alla batteria, gente che ormai le sue canzoni le sanno a memoria ancora prima di impararle, esattamente come noi, che lo seguiamo da sempre, abbiamo la sensazione di conoscere queste nuove buone canzoni già da tempo.

 

Nicola Gervasini

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