domenica 14 settembre 2008

WHITE STRIPES - Icky Thump


25/06/2007

Rootshighway


VOTO:7



Lo si attendeva coi fucili puntati questo nuovo lavoro degli White Stripes. Tutti pronti a sparare su Jack White, il nuovo Re Mida del rock, colui che riesce a mettere d'accordo tutti, pubblico mainstream, pubblico indie-rock, pubblico heavy metal…noi. Un uomo in grado da passare dalla produzione di un disco country ad un involontario coro da stadio senza perdere nulla del suo alone di mistero e indiscutibile fascino. Icky Thump è arrivato dunque, esplodendo nei nostri stereo con i suoi riff attempati, il suo sound uscito direttamente da una radio Fm americana degli anni settanta, la sua nervosa ricerca di rivestire lo scarno sound della band di nuovi suoni con l'utilizzo di cornamuse e altre strane diavolerie, con il risultato di sembrare forse per la prima volta davvero una band e non un progetto solista di Jack. Icky Thump è uno di quei dischi che definiremmo "antologici", perché cercano di spaziare su vari generi, omaggiare diversi autori, portare avanti più discorsi senza mai tirare le somme. Icky Thump arriva con un trittico di canzoni iniziali che stenderebbe qualsiasi scettico sulla vitalità di Jack e della scatenata Meg, mai così "pestatrice" come in questo disco. La title-track è un perfetto esempio di "seventies hard rock", con tanto di interventi di quelle belle tastiere prog che si sentivano nei dischi degli Uriah Heep o dei Deep Purple di seconda generazione, You Don't Know What Love Is (You Just Do as You're Told) è puro glam-rock, con un irresistibile ritornello "poppish", 300 M.P.H. Torrential Outpour Blues è uno di quei brani di caro e vecchio sporco blues-rock che da queste parti riscuote molti favori. Dal quarto brano in poi però il disco parte un po' per la tangente: Conquest, una cover firmata Cory Robbins, e che fu un successo di Patti Page negli anni cinquanta, è una canzone che potrebbe fare da introduzione ad una corrida, ma che nell'interpretazione di Jack finisce per essere più adatta ad una colonna sonora di un film di Tarantino, tanto è sopra le righe ed eccessiva. Bone Broke è puro hard rock, roccioso quanto anche un po' banale, Prickly Thorn, But Sweetly Worn invece è il primo esperimento veramente riuscito, una stonata folk song con tanto di cornamuse che inizialmente lascia interdetti, ma a lungo andare risulta vincente. Poi arriveranno Rag And Bone, divertente scherzo southern-rock a metà tra La Grange degli ZZ Top e i Van Halen, arriveranno altri brani non all'altezza come Little Cream Soda e altri riusciti come Effect And Cause. Quest'ultima arriva insieme a A Martyr For My Love For You e grazie a loro scopriamo che Jack White sa scrivere anche belle canzoni. Era, ed è ancora secondo noi, l'ultimo tassello che gli manca per diventare veramente un grande: il cominciare a scrivere semplicemente canzoni, invece di pensare prima allo stile in cui svilupparle e poi a cosa metterci sopra. Perché i brani di Icky Thump sono tra le cose più divertenti ed eccitanti che abbiamo sentito quest'anno…ma forse anche i più facili da dimenticare nel prossimo. Come diceva il Manzoni, "ai posteri l'ardua sentenza…" (Nicola Gervasini)

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