martedì 15 novembre 2011

VERILY SO


Esordio molto interessante quello dei toscani Verily So, trio del tutto atipico che ruota attorno alla voce di Marialaura Specchia, chitarrista, all'occorrenza batterista alla Moe Tucker e cantante dotata di una voce traditrice, di quelle che in un primo momento appaiono soavi quanto una Hope Sandoval spiritata, ma che acquisiscono spesso i toni spigolosi di una certa Pj Harvey. La seguono Simone Stefanini e Luca Dalpiaz, chitarra e basso e all'occorrenza voce. Il trio attinge a piene mani in un dark-folk che passa dalle parti di Mark Lanegan (Ballad, cantata a due voci, sembra proprio uno dei suoi brani in compagnia di Isobel Campbell) a echi di Mazzy Star (la bella e suggestiva apertura di Wax Mask). Innamorati delle elettriche un po' acide da Paisley Underground anni 80, unite a molto del folk indipendente di quet'ultimo decennio, i tre offrono dieci brani già molto maturi e convincenti, soprattutto nelle costruzioni armoniche (ascoltate il crescendo di Guns On Fire o il bel finale acustico di 15 Years). Tra i loro grandi pregi anche quello di non indugiare troppo con tempi lunghi, permettendo anche a brani dall'incedere lento e ipnotico come When I End And You Start di non perdersi troppo prima dell'esplosione finale, e di saper tenere i ritmi giusti di un rock che a volte appare persino legato alla new wave di fine anni 70 (Will You Marry Me). Manca ancora una produzione che riesca a far sembrare tutti i diversi elementi in campo leggermente meno slegati, ma sul suono e sulla sostanza di questo disco ci si può già scommettere. ( 7)
(Nicola Gervasini)

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