giovedì 28 aprile 2016

THAO & THE GET DOWN STAY DOWN

THAO & THE GET DOWN STAY DOWN
A MAN ALIVE
Ribbon Music
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La storia dei Thao & the Get Down Stay Down affonda le sue radici in California, dove Thao Nguyen, vocalist di origine orientale, imbastisce una band fin dagli anni dell’università (studiava sociologia). Da quei tempi sono passati tanti anni, qualche compagno si è perso per strada (ora la il trio è completato da Adam Thompson e Charlie Glenn), hanno realizzato sei album (a partire da Like the Linen del 2005), sono stati coinvolti in tante collaborazioni (con Mirah, Portland Cello Project),e hanno vantato presenze di rango nei propri album (We The Common del 2003 vedeva la collaborazione di Joanna Newsom). A Man Alive arriva dopo una pausa di quasi tre anni, iniziata dopo la pubblicazione del curioso Ep The Feeling Kind, in cui coverizzavano brani dei Troggs, Yo La Tengo e Melanie. E magari da qui possiamo partire per spiegare la loro musica, visto che i tre nomi citati potrebbero rappresentare mondi apparentemente inconciliabili, eppure tutti volti ad un’idea di pop fuori dagli schemi. Thao Nguyen è infatti una adepta di quel mondo femminile che rifugge la via semplice per la canzone pop, ma viaggia sempre sopra le righe (anche nell’uso della voce), non ha paura di osare, e soprattutto di rischiare di non trovare sempre la via giusta. A Man Alive ne è l’esempio più chiaro, con la sua serie di inafferrabili brani in cui si può riconoscere di tutto, da Kate Bush a Pj Harvey, da Siouxsie & The Banshees a Laura Nyro. Pop e rock, indie-pop e dark-music, folk e alternative rock, persino un certo ritmo funk alla Talking Heads, e tante analogie con la musica di Saint Vincent: dal rumorismo di Nobody Dies al pop di Departure, A Man Alive è un lavoro intrigante ma difficile da svezzare, che necessita molti ascolti, ma non è detto che poi davvero arrivi dove vorrebbe. Come dire che spesso le indubbie doti artistiche della Nguyen si perdono in un mare di troppe idee, troppi ritmi diversi, e nella indecisione se voler essere la nuova Bjork o la nuova Debbie Harry, finendo però per non essere ancora pienamente sé stessa. In ogni caso se la stravaganza è in cima alla lista delle conditio sine qua non perché un disco vi interessi, A Man Alive è sicuramente un album che fa per voi, complice anche la sregolata produzione di Merrill Garbus, musicista del duo di musica pop d’avanguardia Tune-Yards.

Nicola Gervasini

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