mercoledì 7 dicembre 2011

WALKABOUTS - Travels In The Dustland

inserito 01/11/2011

The Walkabouts
Travels in the Dustland
[
Glitterhouse
2011]



Starsene in Europa per sei anni si è rivelato molto utile per Chris Eckman, se non altro per dare vita ad una serie infinita di progetti e produzioni più o meno riuscite come i sorprendenti Dirtmusic o i più difficili L/O/N/G, senza dimenticare vari dischi a proprio nome (l'album The Last Side Of The Mountain del 2008 meriterebbe forse maggiore considerazione) e produzioni per Terry Lee Hale e Steve Wynn tra gli altri. Ma l'esilio nella lontana Slovenia è stato anche l'occasione di riappacificarsi con la madre patria e la sua storia politica, dopo che l'ultimo capitolo dei suoi amati Walkabouts (Acetyline del 2005) aveva lasciato tutti stupefatti per la cieca rabbia sfoderata nei confronti dell'amministrazione Bush Jr. e dell'american way of life. Pausa salutare dunque quella della band di Seattle, se è vero che il ritorno in studio con la fedele compagna Carla Torgerson ha dato vita a questoTravels in the Dustland, un album che recupera il sound roots-sinfonico di loro classici come Devil's Road o Nighttown, aggiornato con il nuovo gusto di orchestrare le canzoni che Chris ha imparato frequentando il mondo della musica classica d'avanguardia viennese.

Eckman stesso ci spiega che le terre polverose del titolo sono solo un non-luogo della mente, ispirato da quel Sahara che ha generato la musica dei Dirtmusic, ma in verità perso da qualche parte negli Stati Uniti, laddove i sogni disillusi e le speranze ormai tradite ritrovano la loro forza selvaggia e primordiale. Ha scoperto dunque che l'America non è il mondo, che esiste anche altro, e che quell'altrove è una terra che esiste solo dentro ognuno di noi e serve per non perdere la propria originale ragione d'essere nelle mille sconfitte che la società odierna ci infiligge. Travels in the Dustland è un quasi concept-album che racconta di questi viaggi immaginari nelle proprie aspirazioni, ed è un piccolo miracolo, dove le ardite costruzioni sonore di Eckman sono ben sostenute da una serie di straordinarie canzoni (l'accoppiata The Dustlands/Soul Thief basta da sola a giustificare il voto al disco), costruite attorno alla solita alternanza al microfono tra i due padroni di casa (ad Eckman sono affidate solitamente i brani più elettrici, mentre la voce profonda di Carla dona vita a momenti pregni di pathos come My Diviner, They Are Not Like Us o Thin of the Air).

I Walkabouts suonano compatti come una vera band, grazie anche ai non indifferenti apporti degli altri comprimari (Paul Austin alle chitarre, Glenn Slater alle tante tastiere e la sezione ritmica affidata a Michael Wells e Terri Moeller), anche se la differenza ormai la fa l'estrema intelligenza produttiva di Chris, uno che se potesse usufruire di mezzi e budget adeguati, potrebbe davvero essere considerato uno dei più grandi pensatori di musica del nostro tempo. E che stavolta ha davvero prodotto la summa di tutto il suo pensiero, un disco bellissimo sia che viva di un sound sporco ed elettrico (No Rhyme, No Reason) o di grandi crescendo orchestrali da melodramma (Wild Sky Revelry, forse lo zenith dell'album). Bentornati davvero.
(Nicola Gervasini)

www.glitterhouse.com
www.thewalkabouts.com


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