giovedì 12 gennaio 2012

SCOTT H BIRAM - Bad Ingredients

inserito 22/11/2011

Scott H Biram
Bad Ingredients
[Bloodshot
2011
]



Inventarsi uno stile personale e un tocco inimitabile è già un grande risultato per un artista, ma ben più difficile è saperlo mettere a frutto nel tempo. PrendeteScott H Biram ad esempio, uno che nel 2000, dopo aver fatto gavetta con una punk-band e un suo progetto bluegrass a largo numero di partecipanti, si è inventato il personaggio di "The Dirty Old One Man Band", chitarrista blues a metà tra Hendrix e Jon Spencer, capace di infiammare il palco in completa solitudine. La sua formula ha scatenato entusiasmi tra tutti quelli che hanno avuto la fortuna di vederlo in azione, mentre i suoi dischi (con Bad Ingredients siamo arrivati al settimo album) hanno sempre destato più curiosità che vera ammirazione. La difficoltà sta nel fatto che il suo stile chitarristico, capace di coprire da solo tutte le frequenze del vostro stereo, appare come ingabbiato quando viene ascoltato tra le mura domestiche, laddove oltre a qualche numero pirotecnico richiediamo anche canzoni di spessore e motivi per arrivare alla fine dei 45 minuti senza avere voglia di ascoltare altro.

Il suo problema è sempre stato quello di aggiungere nuovi elementi e idee conservando però la propria natura di autarchico one-man-band e resistendo alla tentazione di chiamare qualche session man in più o qualche ospite famoso per infarcire la torta. Che, come recita il titolo di questa sua nuova fatica, continua ad essere cucinata con gli elementi base del più tipico blues rauco, sporco, brutto e cattivo del mondo alternativo americano, sia esso acustico (Just Another River), da garage-band (Dontcha Lie To Me Baby) alla White Stripes in gita sul delta (Victory Song) o classicamente alla John Lee Hooker (Born In Jail) o Muddy Waters (I Want My Mojo Back). L'ingrediente a sorpresa è un nuovo tocco da cantautorato texano, se è vero che Open Road o Broke Ass potrebbero ricordare l'epica (e la "fine" dialettica…) di Calvin Russell, ma quando poi si arriva alla stracotta e stra-coverizzata Have You Ever Loved a Woman? di Lightin'Hopkins si capisce che l'autonomia creativa continua ad essere di breve durata.

Divertitevi dunque senza troppo pensarci, magari negli episodi più esplosivi come Wind Up Blind dove Scott da sfogo alle proprie distorte fantasie sul blues o con il travolgente rock&punk di Killed A Chicken Last Night, episodi che non rivoluzionano nulla, ma uniscono l'irriverenza di Mojo Nixon e Skid Roper al tagliente self-made rock di Hammell On Trial. E se anche i paragoni tirano in ballo nomi oscuri e minori come quest'ultimi, che solo chi segue il mondo della canzone americana da tempo può riconoscere, allora davvero Bad Ingredients conferma, nella sua genuina e amabile irruenza, che la carriera di Biram è destinata a rimanere nella serie B.
(Nicola Gervasini)

www.scottbiram.com


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