giovedì 8 aprile 2010

HAYSEED DIXIE - Killer Grass


Rootshighway
22/3/2010


Il rappporto tra rock e ironia non è mai stato troppo idilliaco, perché in qualsiasi sua veste o accezione (country, blues, tutto quello che volete mettere sotto la definizione generica di "rock"), questa musica, nata fin dal nome per scuotere e roteare il sedere, ha sempre tentato di prendersi ed essere presa sul serio. Ma senza tirare in ballo il genio satirico di Frank Zappa, veramente riconosciuto solo quando ha fatto finta di fare musica "adulta", basta anche solo ricordare quanto l'elemento comico fosse preponderante anche nelle opere classiche di Beatles e Bob Dylan per affermare (con l'aiuto di Mick Jagger) che oltre ad essere solo rock and roll (ma ci piace), è anche "a gas", uno spasso insomma. E così gli Hayseed Dixie, gruppo dedito ad uno strambo demenzial-bluegrass, hanno passato tutti gli anni 2000 come oggetto di culto per indomiti nerds dediti al trash, come accadeva da noi magari alle cassette pirata di Elio e le Storie Tese gli anni prima dei loro fortunati dischi ufficiali.

Nati come cover-band in salsa bluegrass degli AC/DC (provate a leggere il loro nome con lo stesso accento…), ai quali hanno dedicato tutto il loro primo album del 2001, gli Hayseed Dixie hanno avuto anche il merito di essersi inventati la definizione di "Rockgrass" (Let There Be Rockgrass del 2004 - altro titolo omaggio alla banda di Angus Young - è il loro album più celebrato), sempre utilizzando la strada delle covers irriverenti mischiate ad originali degni del Mojo Nixon meno controllato.
Killer Grass arriva dopo No Covers del 2008, album che aveva deluso un po' tutti per la scelta di abbandonare le riletture comiche, strada che qui viene prontamente ripresa con una versione tutta mandolini e violini di Bohemian Rhapsody che è già un cult della rete grazie al video annesso, "fedele", si fa per dire, all'originale dei Queen. E poi ancora classici senza tempo come Who Won't Get Fooled Again degli Who, Sabbath Bloody Sabbath dei Balck Sabbath, scomodando addirittura Mozart nella title-track e rigirando la Omen dei Prodigy in versione per farmers e maiali della provincia americana.

Al cd è abbinato anche un DVD con dei video più che esplicativi della loro irriverenza, improbabili "duelling banjos" con percussionisti africani, ironici video di didattica per neofiti del banjo e persino finti spot in favore dei preservativi. Dove potrebbe stare il nostro interesse in tutto ciò? Sicuramente nel fatto che, scherzi a parte, gli Hayseed Dixie sono un'ottima bluegrass-band, capaci di avere sound, ritmo e coesione. Non saprei dire se basta, forse proprio il già citato Mojo Nixon sullo stesso terreno ha avuto ben altre intuizioni, e Killer Grass è in grado solo di regalare una buona mezz'oretta di divertimento.
(Nicola Gervasini)

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