martedì 7 febbraio 2012

BLACK KEYS


Black Keys

I R.E.M. lo hanno insegnato a tutti (ma gli esempi nel mondo del rock si sprecano): prima o poi anche per le band indipendenti arriva il momento di decidere cosa si vuole fare da grandi. E siccome non a tutti capita la fortuna di azzeccare la smash-hit alla Losing My Religion che facilita il compito, l’unico modo per gruppi come i Black Keys (un duo chitarra-batteria dell’Ohio formato da Dan Auerbach e Patrick Carney) pare essere quello di uscire dal garage in cui hanno vissuto fino ad oggi (con molti onori e poche remunerazioni) e buttarsi nella mischia dell’etere radiofonico e soprattutto di YouTube e nuovi media connessi. Non è un caso che El Camino (Nonesuch), il loro settimo album, ha raccolto entusiasmi anche solo sulla fiducia di un semplice ma irresistibile video promozionale, dove una telecamera fissa riprende un uomo (trattasi del caratterista Derrick T. Tuggle) che canta e balla il brano Lonely Boy, mimando passi di danza che citano il Travolta di Pulp Fiction, Michael Jackson e un famoso balletto tratto dalla vecchia e fortunata serie tv The Fresh Prince con Will Smith. Non avendo il physique du role della rockstar come il collega Jack White dei White Stripes a cui sono spesso paragonati, Dan Auerbach già dal precedente album Brothers sta traghettando il suono sporco e selvaggio degli esordi verso un sixty-pop indurito (con aggiunta di vaghe spruzzate di soul) che è di moda e rappresenta bene i tempi, pur mantenendo intatto il marchio di fabbrica tutto hard-blues di stampo classico. A dare una mano nella svolta il produttore Danger Mouse, specialista nel rendere usufruibile a tutti ciò che nasce dal mondo della musica “per pochi” (si ricordano i suoi successi con i Gorillaz e Gnarls Barkley). Sarà per questo che El Camino, più che un album, pare una raccolta di singoli, con tanti motivetti da canticchiare e ballare a tutto volume nella propria stanza. Per i detrattori e i fans della prima ora saranno forse “solo canzonette” che strizzano l’occhio più a Nancy Sinatra che ai Led Zeppelin, per il mondo che li scopre solo ora a dieci anni dal loro esordio, uno dei più elettrizzanti party-record di questa stagione.


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