mercoledì 28 marzo 2012

MIAMI & THE GROOVERS - Good Things



Miami & The Groovers
Good Things
[Miami & The Groovers 2012]

www.miami-groovers.com
www.myspace.com/miamiandthegroovers

File Under: blue collar rock, bar-bands

di Nicola Gervasini (09/03/2012)



Non si usano più i bollini sui cd, peccato, perché questo Good Things avrebbe bisogno di una premessa fin dalla copertina. Nessun Parental Advisory per liriche esplicite, tranquilli, i versi di Lorenzo Semprini parlano di una vita dura, ma lo fanno con parole semplici e politically correct. Ne tanto meno nessuna dichiarazione di chissà quante copie vendute, i Miami & The Groovers sanno già chi è e quant'è il loro pubblico. Perchè chi li conosce sa che il posto migliore dove comprare un loro cd è ad un loro concerto, magari in quel meeting di Rimini chiamato Glory Days che da anni (quest'anno sono 14) disturba i ciellini con urla di gioia e di rivalsa. Ecco, isolate le ultime due parole, "gioia" e "rivalsa", e avete tutta l'essenza del blue-collar rock che Semprini e soci suonano con devozione quasi accademica. Da qui il bollino che manca, qualcosa come Intellectuals Advisory: Epic Lyrics, un avvertimento che tenga lontano chi non è mai entrato nell'etica/epica di - per dirla con le loro stesse parole - "storie di persone che non vogliono arrendersi (No Surrender) e vogliono continuare a camminare (Born To Run o Walk Like A Man, a seconda della fretta) e sognare (la Promised Landovviamente) nonostante siano stati presi a pugni dalla vita" (come The Wrestler insomma).

La 'Bruce Springsteen Way Of Life' dunque, certo, sempre lui, macigno pesante che grava chissà perché in Emilia Romagna più che altrove, faro di una generazione di appassionati italiani che trova nei Miami & The Groovers la local band perfetta per dar vita alla feste rock di provincia, piccoli bonsai dei concerti del Boss, dove vige un'unica regola: scatenarsi, dimenticare il presente, sognare un futuro. Non c'è spazio per fare i critici musicali in tutto ciò, Good Things regala quello che promette, anche se stavolta i Groovers ci hanno messo davvero qualcosa di più. Innanzitutto chitarre elettriche che suonano credibili (complimenti a Beppe Ardito e a chi l'ha registrato), come raramente in Italia siamo abituati a sentire, spesso più sulla scia di Del Fuegos e Replacements che della E-Street Band. Poi qualche brano che, nella sua assoluta prevedibilità di genere, comincia a far capire che più di dieci anni on the road stanno facendo di Semprini un frontman sempre più plausibile e magari più attento a cercare di essere anche "autore" (ci riesce in molti casi, da Always The Same al bel duetto con Riccardo Maffoni in Walkin'All Alone).

Il resto però è festa rock (The Last Rock And Roll Band, We're Still Alive), quella in cui magari non fai troppo caso ai particolari e a qualche giro strasentito (On A Night Train, Burning Ground). Il vero pregio di Good Things è quello di essere stato pensato e registrato per essere un'opera con vita propria, e non come semplice bigino per ripassare le canzoni prima del solito bagno di sudore che i Miami & The Groovers garantiscono in ogni palco che calcano. Se continuano così, sono pronti per un nuovo bollino: "Listen Without Prejudice"



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