martedì 18 febbraio 2014

ANGELICA MENTE

Angelica Mente
Inverno Blu/Inverno Rosso
(Angelica Mente, 2013)
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Talvolta, Angelica, mente… non vuole che il mondo sappia i suoi pensieri più veri”. Con questa introduzione si presentano anche dal vivo gli Angelica Mente, gioco di parole che rende alla perfezione lo spirito dei testi poetici della vocalist Nicoletta Magnani, poliedrico personaggio del mondo artistico varesino (pittrice, scultrice, attrice, autrice, violoncellista e flautista, cantante, e dimentico sicuramente qualcosa..). Da più di cinque anni Nicoletta dà vita a questo intrigante progetto musicale con il chitarrista Paul Monari, cultore dell’inconfondibile sound delle Ovation e del fingerpicking. Dopo aver addirittura avuto l’onore di fare da gruppo spalla al tour italiano dei Buena Vista Social Club nel 2008, il duo si è preso il giusto tempo per realizzare il disco d’esordio, che è diventato addirittura un doppio (acquistabili separatamente comunque). Inverno Blu e Inverno Rosso, caratterizzati dalla bella copertina realizzata dalla stessa Magnani, fanno parte di quella categoria di musica italiana impossibile da catalogare, magari posizionabile in quel generico “musica acustica d’autore alla Premio Tenco”. Inutile comunque cercare paragoni, la loro personalissima formula è davvero l’aspetto più interessante di questo esordio, che dimostra che forse a prendersi del tempo è ancora possibile uscirsene con qualcosa di irriproducibile. Quello che è certo è che questi quattordici brani vanno assaporati in silenzio e con attenzione, per cogliere il perfetto incastro tra le parole e il violoncello della Magnani e  il particolare tocco di Monari. I due dischi, ben prodotti da Niccolò Maggio, seguono due mood diversi, più introverso e intimista quello di Inverno Blu (titoli come La Distanza, L’ombra, Il Vuoto rendono bene l’idea), più sperimentale quello di Inverno Rosso, fin dal particolare arrangiamento di L’inizio e la fine del mio cuore e una versione con fisarmonica della title-track, ma anche con bellissime ballate come Semplice e Facile (anche qui titoli che già esprimono il senso della divisione in due del progetto). Non è per tutti questo doppio inverno, perché cerca l’energia nel ritmo delle frasi e non in quello di una batteria inesistente, ma se vi entra nel cuore può anche arrivare a scottare.
Nicola Gervasini

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