sabato 1 novembre 2008

TOM MORELLO THE NIGHTWATCHMAN - The Fabled City


20/10/2008
Rootshighway
VOTO: 6
Ci siamo ormai: il 4 novembre gli Stati Uniti decideranno chi governerà loro (e noi…) per i prossimi quattro anni. I rocker americani si sono movimentati ancora una volta in massa, scottati dalla cocente sconfitta che fece rieleggere Bush Jr in barba a mastodontici tour politici, ma stavolta serve l'uomo giusto per smuovere quelle masse giovanili che dovrebbero essere l'ago della bilancia della sfida elettorale. A salvare la situazione è arrivato lui, The Nightwatchman, alias Tom Morello, anzi, neanche più "alias", stavolta sulla copertina c'è anche il suo vero nome, quasi a ribadire che, se guerra deve essere, che la si faccia a viso scoperto. Per anni chitarrista dei Rage Against The Machine, vale a dire il rock militante per antonomasia degli anni '90, poi anche idolo delle masse con gli Audioslave, ora Morello viaggia in solitudine, e pure con un certo successo. The Fabled City esce solo un anno dopo quel One Man Revolution che ci era abbastanza piaciuto, capace come è stato di rileggere la tradizione americana del folk di protesta in maniera moderna e intelligente. Ma se in quell'esordio c'era prima di tutto un musicista interessato ad una ricerca stilistica, qui c'è un cittadino incazzato che pensa soprattutto a denunciare, a smuovere anime e a portare quei bambocci yankee, viziati e disinteressati, nelle urne. Il folk rigido ed estremo dell'esordio c'è ancora, ma lo si respira solo nell'impalcatura base di queste canzoni, perché stavolta Morello (con l'aiuto di un Brendan O'Brien sempre più in stato confusionale) ha messo più strumenti, colori, ritmi, tante idee che alla fine non riescono però a trovare un vero filo logico plausibile, se non quello di essere un lungo sentito manifesto elettorale. Se la title-track piace perché riprende in maniera seria vecchi discorsi, Whatever It Takes appare ad esempio essere un mezzo pasticcio di suoni senza gran senso. Quello che spiace è notare che Morello abbia buttato giù questi brani senza curarne più di tanto la scrittura, con evidenti esigenze di comunicazione facile e immediata, come dimostrano una scolasticissima King Of Hell, una Nightfalls suadente più nelle intenzioni che nei risultati, o una The Lights Are On In Spidertown che ancora una volta insegue (senza raggiungerlo) il mito dei Pogues. Sicuramente tracce del guardiano notturno come l'abbiamo amato si ritrovano nella marcia da manifestazione di Saint Isabelle (un brano che potrebbe stare nel repertorio dei Black 47), nel dark-folk estremo di Midnight In The City Of Destruction o nella sofferta Lazarus On Down, cantata insieme a Serj Tankian dei System Of A Down. Il miglior Morello invece affiora finalmente nella bella Gone Like Rain, mentre diverte anche la scampagnata con Shooter Jennings di The Iron Wheel. Si finisce con la riflessione politica di Rise To Power, aspettando infine lo spoglio delle schede, e sperando in una vittoria di Obama che liberi quest'uomo dall'obbligo morale di fare il condottiero invece che il vero folksinger.(Nicola Gervasini)

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