mercoledì 21 ottobre 2009

TOWNES VAN ZANDT TRIBUTE




Il commento più bello è stato quello della star della serata Eric Taylor, quando, visibilmente emozionato (dopo a aver proposto la sua Mickey Finn e chiuso le danze con Nothin'), ha detto che per Townes Van Zandt sapere che si passi la serata a suonare le sue canzoni nella periferia del mondo, sarebbe stato il regalo più bello della sua sfortunata carriera. D'altronde Van Zandt è stato un artista che ha fatto fatica a farsi conoscere a casa sua in Texas, figuriamoci dunque quale assurda sfida contro i mulini a vento possa essere stato farne un tributo nel cuore della Brianza (e siamo arrivati ormai alla quinta edizione). Ma Andrea Parodi e Massimiliano Larocca (cantautori, ma anche titolari della Pomodori Music che ha organizzato l'evento) hanno dimostrato, ancor più che nelle passate edizioni, che l'idea di affiancare artisti stranieri con una sempre più nutrita schiera di folk singer nostrani sta pagando parecchio. Perché se è vero che le differenze tra chi è un professionista e chi è solo un cultore della materia si sono comunque viste, è pur vero che l'atmosfera che si è creata tra i musicisti e anche tra il pubblico (numeroso) ha dato la sensazione che intorno alle organizzazioni della Pomodori Music si stia creando una scena italiana di riscoperta del folk e della musica americana che fa ben sperare, vista anche la giovane età di alcuni artisti presenti (citazione "di casa" per il nostro collaboratore Gabriele Gatto, ma anche l'emozionata Ilaria Pastore, entrambi spavaldi nell'azzannare due testi difficili come If I Needed You e No Place To Fall).Abbiamo avuto insomma la bella sensazione dell'esistenza di una fitta ragnatela di appassionati e cultori del songwriting americano che copre tutta Italia, uno sprono a continuare la lotta anche per chi, come noi, cerca di tracciare un percorso logico e critico di una cultura che davvero non è mai riuscita ad attecchire pienamente nelle nostre lande desolate. Per cui Townes Van Zandt e le sue immortali canzoni figuravano essere un pretesto di lusso per fare un'unica jam internazionale, uno spettacolo umano, prima ancora che artistico, che non ci stancheremo mai di consigliare a tutti. Fosse anche solo per ricordarci che, prima ancora delle parole che amiamo spendere sull'argomento musica, esiste la musica stessa, nata per esprimere umori, dolori, amicizie e creare un'esperienza comunitaria rara e irrinunciabile come quella di questo tributo. Impossibile commentare tutte le esibizioni, bene o male tutti se la sono cavata ottimamente, anche grazie a bellissime jam sessions improvvisate nel backstage, e portate sul palco con sentimento e grande perizia. Coraggiose le riletture in italiano offerte dagli stessi Parodi e Larocca, da un bravo Renzo Cozzani e da un sorprendente Lele Complici, quasi eroico nel tentare di trasportare l'anima dark-blues di Waiting Around To Die nelle nebbie comasche. Applauditissima la schiera di artisti svedesi (i Tarantula Waltz, Hagga, Gustav Haggren, Mother James), scroscio di consensi per i fratelli Jack e Harry Harris dal Galles (voci da brividi), conferme dall'australiano Pete Ross, gli americani Mudcat ed Elisabeth Cutler, e ovviamente applausi meritati per tutti gli artisti di casa nostra, tra riletture stravolte (la divertente verisione mariachi di Brother Flowers offerta dai Little Angel & The Bonecrashers o la Loretta di Davide Buffoli), ripescaggi di brani minori del Townes degli esordi (il modenese Davide Ravera rilegge "alla Bo Diddley" Blackjack Mama) e rispettosi e degni tributi al genio di Townes di artisti da scoprire (Cesare Carugi, Paolo Pieretto e altri). Tutte buone invece le conferme dei nomi già più o meno rodati come Fabrizio Poggi, Luigi Grechi, JC Cinel, Riccardo Maffoni (davvero toccante la sua Flying Shoes), Daniele Tenca, e i toscani Del Sangre. Le citazioni sono comunque superflue, lo spirito della serata è stato colto perfettamente da tutti e questo era l'importante. La scenografia vedeva scorrere su un telo le immagini del bellissimo documentario dedicato a Van Zandt (Be Here To Love Me di Margaret Brown del 2004), e tra gli artisti che gli rendevano omaggio c'era ovviamente Steve Earle, uno che avrebbe avuto bisogno di passare una serata come questa prima di registrare il suo tributo a Van Zandt: tra questi artisti ieri sera serpeggiava proprio quell'anima che è mancata al suo deludente Townes di quest'anno. (Nicola Gervasini)


La scaletta della serata



ERIC TAYLOR - Mickey Finn TARANTULA WALTZ - Rake ANDREA PARODI - Tecumseh Valley PAOLO PIERETTO - Be Here To Love Me JACK HARRIS - Colorado Girls ELISABETH CUTLER - I'll Be There In The Morning HAGGA - Two Hands LUIGI GRECHI - Pancho & Lefty GABRIELE GATTO - If I Needed You HARRY HARRIS - For The Sake Of The Song CESARE CARUGI - None But The Rain JOHN ELI PASKOFF - Come Tomorrow RENZO COZZANI - A Song For ANDREA FRANCESCHINI - St.John The Gambler GUSTAF HAGGREN - Tower Song ILARIA PASTORE - No Place To Fall LUCA DAI - Heavently Housboat Blues RICCARDO MAFFONI - Flyin' Shoes MUDCAT - Tunstyled, Junkpiled LITTLE ANGEL & THE BONECRASHERS - Brother Flowers DAVIDE BUFFOLI - Loretta FABRIZIO POGGI - Delta Momma Blues LELE COMPLICI - Waiting Around To Die DEL SANGRE - Only Him Or Me DAVIDE RAVERA - Blackjack Mama PETE ROSS - Where I Lead Me JC CINEL - Ain't Livin'Your Love MANUELE ZAMBONI - White Freightliner LUCA MILANI - Sad Cinderella STEFANO BAROTTI - Dollar Bill Blues MOTHER JAMES - To Live Is To Fly DANIELE TENCA - Snake Song MASSIMILIANO LAROCCA - Rex's Blues ERIC TAYLOR - Nothin' Gran finale: Dead Flowers

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