lunedì 22 novembre 2010

RA RA RIOT - The Orchard


I Ra Ra Riot vengono da Syracuse, nello stato di New York, e sono una delle più recenti new thing dell’indie-rock statunitense. Sono saliti alla ribalta con il disco d’esordio del 2008 (The Rhumb Line), album che univa tutta la frizzante verve dei loro concerti con la malinconia per la sfortuna che sembrava perseguitare la band nei primi anni della loro carriera (il primo batterista è stato ritrovato morto annegato dopo un concerto ad un festival). The Orchard è il secondo disco, pubblicato sempre per la Barsuk Records, vera e propria fucina di talenti del sottobosco statunitense (Death Cab For Cutie, Rocky Voltolato,…), e continua la strada di uno strano folk-pop caratterizzato dalla voce stridula ed effeminata del vocalist Wes Miles (uno che deve molto a gente come Rufus Wainwright nel suo metodo espressivo), ma soprattutto dagli archi suonati da Alexandra Lawn (violoncello) e Rebecca Zeller (violino). La band stessa ha annunciato il disco come “la nostra svolta poppy”, e c’era davvero da credergli se è vero che The Orchard apre il disco ammantata di tutta la maestosa che possono comunicare gli archi, e Boy spara subito un micidiale giro alla Cure che mette subito le cose in chiaro. E si prosegue con veri e propri trattati nuovo pop come Too Dramatic con i suoi urletti, e con un po’ di energia rock in Foolish, ma proprio quando ci s’incomincia a divertire, la pasticciata Massachussets impantana tutto, e la successiva dolce ma melmosa ballata cantata da Rebecca (You And I Know) riesce solo a peggiorare le cose. Shadowcasting e Do You remember riprovano a ridare ritmo con la loro batteria pompante, ma il finale di Kansai e Keep It Quiet conferma la confusione tra voglia di cercare arrangiamenti elaborati e la salvaguardia di freschezza e immediata orecchiabilità. The Orchard è un disco irrisolto, una svolta non conclusa di una band che potrebbe anche diventare adulta, ma che deve ancora macinare qualche chilometro in più.

(Nicola Gervasini)

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