martedì 23 novembre 2010

SOUTHISIDE JOHNNY - Pills And Ammo


Magazzino di Rootshighway: stamane arriva una cassa di nuovi cd di Southside Johnny. Il nostro magazziniere, uomo di grande esperienza, per accettare la merce prende l'apposito modulo e comincia a spuntare la checklist. Senza i dovuti requisiti richiesti ad un cd di Southside Johnny, questo Pills And Ammo non verrà accettato e verrà restituito al mittente. Il bravo uomo comincia dunque la spunta. C'è passione? Ok, c'è. C'è energia? Alla grande direi, il buon John Lyon sembra un ragazzino che ancora cerca fortuna nei locali del New Jersey. C'è ritmo? Ok anche qui, se riuscite a stare fermi ascoltando un disco come questo potete anche darvi al taglio e cucito e lasciar perdere con la musica. C'è sudore? Sì, sì, i dischi del buon Southside sono gli unici che lasciano anche l'alone nel lettore. Ci sono grandi canzoni? Qui il magazziniere si sofferma un attimo a riflettere: Pills And Ammo è composto da 11 brani, e per la prima volta nella sua carriera Johnny compone tutto il materiale (in collaborazione con il tastierista Jeff Kazee), un grande atto di coraggio che attesta la persistente vitalità del personaggio, quanto un piccolo tallone d'Achille, perché come era già successo in Going To Jukesville del 2002, la sua scrittura tende sempre a cercare lo stesso groove, lo stesso riff, la stessa melodia costruita ad arte per sposarsi con il wall of sound tutto fiati degli Asbury Dukes.

In ogni caso il magazziniere registra che se nessuno di questi brani potrà mai essere un classico, la ballatona soul (Lead Me On) a lui viene pur sempre bene, il blues (Woke Up This Morning) l'ha imparato egregiamente strada facendo, mentre sul rock da bar viaggia ancora nel mille volte sentito (Cross That Line, per non dire di One More Night To Rock, party-hymn che in uno slancio di incredibile originalità prosegue con un bel one more night to roll…). E il suono, è tutto a posto? A posto sì, il sound stavolta è solo più decisamente sporco e guitar-oriented, ci sono più Stones e meno soul rispetto al solito, ma dal punto di vista delle soluzioni musicali siamo ancora fermi alle idee di Steve Van Zandt degli esordi, e se il suo resta sempre il migliore e più puro esempio di Jersey-sound della storia del rock, l'idea che la sua carriera sia comunque solo uno spin-off dell'epopea springsteeniana sarà difficile da estirpare dalla testa dei suoi detrattori.

Ad ogni modo il nostro fido magazziniere si ritiene soddisfatto, mette il timbro di Rootshighway alla voce "Accettato" e ripone i cd nello scafale. Torneranno utili alla redazione quando si dovranno stilare le liste di fine anno, non perché Pills And Ammo abbia grandi speranze di rientrarvi, quanto perché finite le notti di gran lavoro e ardue decisioni, sarà questo il disco che metteremo per sfogare la tensione e ricordarci perché mai perdiamo tempo a fare questo sito.
(Nicola Gervasini)

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