giovedì 4 novembre 2010

THE WEEPIES - Be My Thrill


"Non si può tornare indietro adesso" cantavano i Weepies durante la campagna elettorale di Barack Obama nel 2008. Sembra passata una vita, ma per questo duo di Cambridge il fatto che il loro singolo Can't Go Back Now sia stata una delle canzoni simbolo della campagna del presidente statunitense è stato il primo vero punto di arrivo di una carriera sotterranea da veri indie-folker, iniziata senza grandi ambizioni nel 2003 con Happiness, ma esplosa nel 2006 con l'acclamato Say I Am You. Be My Thrill è il quarto album del duo, probabilmente il primo che verrà accolto non più come il disco di una nuova band, quanto come una consolidata realtà dell'ultimo decennio. La formula in ogni caso non cambia, Deb Talan e Steve Tannen hanno continuato a lavorare in solitudine, preferendo autoprodursi invece che cercare produttori à la page. D'altronde il loro suono non chiede altro che gusto e semplicità: provate ad immaginare che tipo di disco avrebbe potuto fare una giovane Suzanne Vega se invece che bazzicare il Greenwich Village negli anni 80, avesse esordito oggi dopo anni di folk indipendente e lo-fi, dopo Belle & Sebastian e tutto quello che è successo in questi anni caotici.

Provate quindi a pensare ad un folk che si sposa con la leggerezza del pop, con una partenza da vero folk-club comePlease Speak Well Of Me che si risolve subito nella baldanzosa orecchiabilità di When You Go Away (siamo dalla parti della Shawn Colvin più radiofonica qui). Lasciatevi cullare dalla delicatezza di Red Red Rose (puro slow-core pop), o dalla dichiarazione di spensierata vitalità di I Was Made For Sunny Days con le sue chitarre molto seventies. L'indolente folk newyorkese alla Vega fa capolino ancora nell'autunnale They're In Love, Where Am I?, mentre Add My Effort forse esagera un po' troppo con coretti zuccherosi, una misura sbagliata che fortunatamente la successiva title-track riequilibra alla grande.

Il problema del disco semmai è che le canzoni sono tante (14, ma tutte di breve durata), ma nessuna riesce ad uscire dal seminato, se è vero che dalle leggerine Be My Honeypie e Hummingbird in poi ci si addentra in un dejà vu di easy-folk che ha la sua pur piacevole suggestione (Not A Lullaby ricorda addirittura una dei momenti rilassati di Norah Jones), quanto una scarsa imprevedibilità se non il rock acustico di How Do You Get High? e il finale di Empty Your Hands. In ogni caso se dalla musica cercate il gusto delle piccole cose, Be My Thrill è il vostro disco.
(Nicola Gervasini)

www.theweepies.com
www.myspace.com/theweepies

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