GUY FORSYTH


Guy Forsyth 
The Freedom To Fail 
(Blue Corn music 2012)

 gospel rock


Il disco è uscito a fine 2012, ma troviamo doveroso recuperare e segnalarvi questo notevole sforzo di Guy Forsyth. Chitarrista e armonicista esperto, richiesto session-man, Forsyth è un personaggio tutto da riscoprire, sia con gli album della sua Guy Forsyth Band (attivi fin dal 1995) che con la band di pre-war blues degli Asylum Street Spankers con cui ha spesso girato e collaborato. Buona occasione è The Freedom To Fail, ottimo prodotto intinto di blues (l'iniziale Red Dirt), gospel (la work-song tradizionale Sink'em Low) e roccioso rock americano di marca sudista (The Hard Way, con un testo che omaggia direttamente Tom Waits, Bob Marley, Jimmy Page e Bob Dylan, che il nostro si diverte ad immaginare come solitari suonatori notturni). Forsyth fa tutto da solo, aiutato solo da una sezione ritmica ligia ai suoi dettami (Jeff Botta e Nina Singh) e da una serie di interventi di amici, tra cui va notato quello di Jon Dee Graham nella coinvolgente Should Have Been Raining. Cinquanta minuti scarsi di musica e un livello che, dopo lo scoppiettante inizio, cala leggermente solo quando il nostro cerca le variazioni sul tema come Can't Stop Dancing, un esperimento jazzy-style alla Bocephus King che diverte senza però esaltare troppo, o ballate come Balance che evidenziano la sua non troppo incisiva vocalità o Thank You For My Hands che pare una cosuccia (sempre in odore di gospel-music) fin troppo elementare rispetto al resto. Ma nel finale il disco riprende quota, a partire dalla poppish Played Again fino al bel finale di Home To Me. Alla voce dischi minori, The Freedom To Fail appare come opera maggiore.
(Nicola Gervasini)

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