mercoledì 6 gennaio 2010

THE LEISURE SOCIETY - The Sleeper


27/11/2009
Rootshighway



Da sempre specializzata in creazioni di "next big thing" che col tempo si rimpiccioliscono in maniera esponenziale, la stampa inglese sta di questi tempi letteralmente impazzendo per questo The Sleeper, disco d'esordio dei Leisure Society. Loro incassano e ringraziano, e addirittura si sventaglia ai quattro venti il fatto che siano tra i candidati dell'Ivor Novello Award, prestigioso premio della British Academy of Composers and Songwriters che dal 1955 premia i migliori giovani talenti in materia. Tranquilli, niente di così sensazionale, se è vero che il premio se lo sono già aggiudicati in passato anche gli Oasis e i Duran Duran, più che altro un modo degli inglesi di auto-premiarsi quegli artisti che gli yankee degnano di poche attenzioni. Ma qui stavolta c'è molto di più. Innanzitutto i Leisure Society sono esordienti per modo di dire: il leader Nick Hemming è attivo fin dai primi anni novanta con alcune band (i She Talks To Angels, gli Unisex e i Telescopes, tutti gruppi che conoscereste bene seguendo con attenzione la scena britannica), ma soprattutto è una delle menti pensanti del Wilkommen Collective, sorta di centro sociale musicale che ruota intorno all'etichetta omonima, un'accolita di ottimi musicisti che sta ridando vita alla scena di Brighton.

Insomma questo polistrumentista (suona qualsiasi tipo di strumento a corda, e non solo) è un personaggio davvero interessante, che va seguito, nonostante la stampa inglese non gli stia appunto rendendo un buon servizio ingigantendo a dismisura qualità che sono ancora tutte da dimostrare. Intanto il primo rischio è che i Leisure Society finiscano nel calderone degli inevitabili cloni dei Fleet Foxes, visto che la formula pare la medesima: impasti di voci, controcanti, falsetti alla Pet Sounds dei Beach Boys e un tappeto di strumenti acustici che non alzano mai il tono. Rischio ancora peggiore quello di finire nella schiera dei nuovi indie-folker dediti all'umana depressione con compulsiva precisione, visto che i testi tetri e pessimistici di queste canzoni vanno in quella direzione (ricordatevi di We Were Wasted il giorno del vostro suicidio).

E invece The Sleeper è un disco probabilmente furbo, sicuramente pensato per essere il disco giusto al momento giusto (certa pubblicità gratuita non arriva mai per caso…), ma è anche il risultato del lavoro non di un grande songwriter, nemmeno di un grande esecutore, quanto di un ottimo arrangiatore, perché qui gli intrecci tra voci, archi, percussioni e chitarre/banjo/ukulele (ecc…) sono spesso roba da far invidia al Brian Wilson un po' sfiatato degli ultimi tempi. Il consiglio è di dargli una chance, lasciarvi cullare dalle belle note di The Last Of The Melting Snow e altre deliziose perle pop (menzione d'onore alla lunga A Matter Of Time) e permettere a The Sleeper di regalarvi quello che sa dare. Del resto lasciate che se ne occupino i critici...
(Nicola Gervasini)

2 commenti:

Lucien ha detto...

Furbo o non furbo, mi sono lasciato guidare dall'istinto e all'inizio di dicembre l'ho ordinato su Amazon.
E' stato la mia colonna sonora delle feste natalizie. Gran bel disco.

Piacere di conoscerti, sono arrivato qui passando transitando da Blue Bottazzi beat. Molto interessanti le tue recensioni e le tue proposte musicali.

Ennegì ha detto...

ciao Lucien, grazie, bel blog anche il tuo....e condividiamo una passione per The The tra l'altro, il desaparecido.....
metto il link ;-)

Leisure Society a tratti davvero incantevoli devo dire, il disco sta restando anche dopo 3 mesi che lo sento

DON BRYANT

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