giovedì 6 settembre 2012

DISCHI DA ISOLA DESERTA...LOU REED



Lou Reed

New York 

[Reprise 1989]

 123 pt.
1. Romeo Had Juliette // 2. Halloween Parade // 3. Dirty Blvd. // 
4. Endless Cycle // 5. There Is No Time // 6. Last Great American Whale // 
7. Beginning Of A Great Adventure // 8. Busload Of Faith // 9. Sick Of You // 
10. Hold On // 11. Good Evening Mr. Waldheim // 12. Xmas In February // 
13. Strawman // 14. Dime Store Mystery
Era così logico che ci aveva messo più di quindici anni per capirlo. Il punto di
(ri)partenza di una carriera non poteva che essere New York, la sua New York.
Non quella degli intellettuali che filosofeggiano battute in Central Park disegnata
da Woody Allen, ma neppure quella degli artisti che si rinchiudono nella perdizione
della Factory di Warhol a coltivare il proprio ego nelle droghe e nel sesso.
Quella del Lou Reed di fine anni ottanta è la New York delle strade, della gente
comune. Già le liriche del bistrattato album precedente (Mistrial), ultimo maldestro
tentativo di cercare una modernità che non gli apparteneva, erano improntate
non più sulla sua rinnovata sfera privata, quanto su quella dei suoi vicini di casa.
Reduci del Vietnam, drogati senza speranza, malati di AIDS, politici corrotti,
venditori di speranze e uomini di paglia, New York è la più completa galleria
di personaggi della Grande Mela, descritta con un piglio letterario ben poco da
 rock-writer. Nasce il suono del Lou Reed moderno, e finiscono anche
i suoi tentativi di cantare normalmente come un pop-singer in favore
di un nuovo stile parlato e declamatorio. Nei tour successivi, quando
questa metamorfosi verrà portata all'estreme conseguenze con
Songs For Drella e Magic And Loss, si presenterà in pubblico con
occhialini e leggio, zittendo le urla e invitando tutti ad ascoltare suoni e
parole come se fosse un reading di poesia. Eppure il sound di New York
è quanto di più selvaggiamente e puramente rock sia mai emerso
dalla sua discografia. E in questa contraddizione sta la ragione
dell'amore incondizionato che si prova per questo disco.

(Nicola Gervasini)

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