venerdì 7 settembre 2012

DISCHI DA ISOLA DESERTA...JACKSON BROWNE



Jackson Browne 

Late for the Sky

[Asylum 1974]

 133 pt.
1. Late For The Sky // 2. Fountain Of Sorrow // 3. Farther On // 
4. The Late Show // 5. The Road And The Sky // 6. For A Dancer // 
7. Walking Slow // 8. Before The Deluge
"Tutte le parole erano state pronunciate, ma in qualche modo la sensazione 
non era ancora quella giusta. E ancora abbiamo continuato per tutta la notte 
a tracciare i nostri passi dall'inizio fino a quando non sono spariti nell'aria, 
cercando di capire come le nostre vite ci avevano portato fin lì".
E' tutta nei primi versi della title-track la vera rivoluzione di Late For The Sky
di Jackson Browne, il disco che ha definitivamente spostato l'attenzione
del songwriting americano dalla visione pubblica, comunitaria e sociale del
fare musica che era degli anni Sessanta, ad un ridimensionamento
di orizzonti dove solo la sfera personale con i suoi guai pratici ed esistenziali
poteva contare. D'altronde già tre anni prima il suo primo singolo Doctor My Eyes
implorava di non dover più vedere (e dunque commentare) le
brutture del mondo e della guerra, ma qui la chiusura in quella sfera
personale e casalinga simboleggiata dalla copertina che omaggiava
Magritte raggiungeva il suo estremo. Il suono della West Coast
venne rallentato e dilatato a dismisura, ottenendo un sound indolente,
triste ed ipnotico che resterà il suo marchio di fabbrica.
Uno stile volutamente monotono che poteva reggere solo se
supportato da grandi canzoni, e che risulterà poi all'indomani di
Running On Empty del 1977 anche la sua prigione,
decretando una seconda parte di carriera decisamente al di sotto di
queste premesse. Ma qui classici e pagine di pura letteratura rock
convivevano alla perfezione, risultando ancora oggi un titolo di obbligato
confronto per qualsiasi buon autore del globo.

(Nicola Gervasini)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ma quanto mi piace questo disco. L'avrò acoltato ininterrottamente per mesi. Mettevo la copertina, che trovo splendida, di fronte come fosse un quadro e incominciava il viaggio fatto di sogni, speranze e paure per un futuro che non riuscivo mai a vedere, altro che droghe. Quanto tempo è passato. Ancora oggi, se mi fermo a riflettere ricordo quello che pensavo ascoltandolo, trent'anni fa o giù di li.

il solito anonimo

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