lunedì 2 giugno 2014

ROBBY HECHT


Robby Hecht 
Robby Hecht
(Old Man Henry Records 2014)
 
Amos Lamontagne
www.robbyhecht.com
Ci fa molto piacere che esista ancora un mercato in grado di dare voce ad un nuovo "troubadour" di Nashville come Robby Hecht ("The New American Troubadours" è il titolo del tour promozionale che lo affianca a David Berkeley e Peter Bradley Adams), che poi ci sia posto per tutti nel firmamento della nuova canzone americana è altro discorso invece. Robby Hecht dimostra in questo terzo disco di avere tutto il diritto di partecipare alla festa (si fa per dire…) della canzone country-folk intimista e un po' depressa. Voce alla Amos Lee (somiglianza a volte fin troppo evidente anche nel modo di cantare), strumentazione elettroacustica che fa il verso al Ray Lamontagne più tradizionalista (New York City ricorda proprio un suo brano), e una serie di canzoni che si fanno apprezzare senza troppi entusiasmi. Si segnalano una bella ballata scritta a due mani con Amy Speace (The Sea And The Shore), una soul-ballad con fiati (The Light Is Gone, ma su questo campo Lamontagne avrebbe fatto più faville) o il baldanzoso country di Papa's Down The Road Dead. Hecht ci sa fare anche quando calca la mano sulle atmosfere malinconiche , con una Hard Times che sta dalle parti di Barzin, ma con Barrio MoonStarsCars and Bars finisce anche nell'esagerare con i tempi morti. Tante canzoni discrete in uno stile dove altri normalmente hanno già fatto meglio rendono Robby Hecht un valido emulo per completisti del genere. A voi la scelta se concedergli la chance di competere con i nomi di serie A.
(Nicola Gervasini)

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