domenica 8 marzo 2015

JUSTIN TOWNES EARLE

JUSTIN TOWNES EARLE
SINGLE MOTHERS
Vagrant
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Bisogna capirlo il povero Justin Townes Earle, non deve essere facile portare quei due nomi con tanta leggerezza. Lui ci prova da anni, schierandosi in quella frangia di figli d’arte che si sono dati ad una resa pop dello stile paterno, in compagnia di gente come Adam Cohen, Teddy Tohmpson e, anche se forse con risultati più alti e personali degli altri, Rufus Wainwright. Justin Townes Earle non ha mai rinnegato l’origine nashvilliana del songwriting paterno, e ha portato il nome di Townes Van Zandt con rispetto, sia per cotanto mito, sia per la devozione del padre, che a quell’uomo è arrivato a dedicare un figlio e un disco intero. Prendete ad esempio Picture In A Drawer, brano centrale del nuovo album: il tentativo di ricreare una intensa ballatona che possa stare tra una Place To Fall di Van Zandt e una Goodbye del padre è evidente, quanto anche l’impossibilità di poterli raggiungere. Non ce ne voglia il buon Justin, che fino ad oggi si è speso con dischetti che si ricordano anche volentieri come Midnight At The Movies del 2009 o Harlem River Blues del 2010, ma con questo Single Mothers riesce solo a confermare quanto non potrà mai essere un nome di primo piano, ma solo un onesto gregario, bravo per quanto raccomandato, ma pur sempre uno da serie B. Non che ci sia niente di sbagliato in questo nuovo disco, solo che questa serie di malinconiche ballate, al solito sospese tra country e indie-pop, solo raramente trovano lo spessore da grande autore. Il nostro prode dedica l’album alle madri single e al loro coraggio nell’affrontare la vita,  forse un messaggio trasversale al ben poco affidabile padre, ma in verità più un monito a sé stesso a perseguire una condotta più saggia e meno autodistruttiva, visto che anche lui è fresco sposo e anche il suo passato già parla di storie di droga e notti in prigione. Bisogna aspettare dunque la terza traccia per trovare perlomeno un po’ di sano divertimento nel country-bar-boogie di My Baby Drives, e la quarta per un momento più intenso grazie a Today And A Lonely Night, e magari il finale con It’s Cold In The House e Burning Pictures per un po’ di discreto songwriting. Disco caratterizzato da un suono scarno, che punta tutto sulla pedal steel di Paul Niehaus (Lambchop, Calexico), Single Mothers è un disco che si ascolta con piacere, ma si dimenticherà anche in fretta. E a papà e ai suoi amici questo non è mai successo.

Nicola Gervasini

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