venerdì 9 gennaio 2015

Danny & The Champions Of The World

Danny & The Champions Of The World
What Kind Of Love
(Loose Music, 2015)
File Under: Soul Survivors
Se chiedete a Londra di Danny Wilson vi risponderanno se intendete forse  la vecchia gloria calcistica nordirlandese, oppure l’attuale difensore dei Rangers di Glasgow. Qualcuno magari si ricorderà che negli anni 80 c’era una band scozzese con quel nome (un loro brano sarà ripescato per la colonna sonora di Tutti Pazzi Per Mary). Forse qualcuno vi dirà pure “ma non è uno dei Beach Boys?” confondendo lo spelling, ma nessuno probabilmente vi parlerà dei Danny & The Champions Of The World. Forse perché questa band britannica, capitanata appunto da un Danny Wilson qualsiasi, sta riportando in auge un sound che persino in New Jersey stanno cominciando a dimenticarsi, ma che non è mai morto in una qualsiasi bettola irlandese dove la Guinness te la servono sempre alla temperatura giusta. Fiati soul, american-rock di pura marca Springsteen quando si ricorda dei dischi di Van Morrison, storie da working-class, piglio da Commitments con una sezione fiati strabordante in puro stile Southside Johnny (la voce lo ricorda molto). Lo stile di Wilson è presto detto, e ci sarebbe quasi da archiviarlo subito tra gli inguaribili, e forse anche un po’ patetici, nostalgici, se non fosse che What Kind Of Love è un bel disco, come già era riuscito ad esserlo il precedente Stay True. Niente di nuovo, ma neanche troppo di inutile, perché un brano come Precious Cargo è esattamente quello che cerchiamo quando sentiamo la necessità di una perfetta car-song da viaggio verso il tramonto, foste anche gli unici a transitare sulla Brebemi. Quello che piace è però che Wilson è i suoi ragazzi non pensano solo al sudore, ma ci mettono anche un po’ di sostanza, con una bella soul-ballad come This Is Not A Love Song, wall of sound spectoriani come Can I Change My Mind, eleganti smooth-soul come The Sound Of A Train. In più l’elemento di una steel guitar suadente e martellante, a volte persin invadente (come nella title-track), a dare quel tocco country-oriented che riporta tutti ai tempi del pub-rock e dell’amore dei pub britannici per la musica di Nashville. In un certo senso potremmo definirli come la risposta inglese a JJ Grey & The Mofro, con una bella guerra a suon di fiati soul in cui southern rock da una parte e jersey-sound in questo caso fanno a gara a chi meglio si adatta alle regole della soul-music. Forse al momento vincerebbero ancora i Mofro, ma What Kind Of Love diminuisce sicuramente il divario tra le due band con una serie di canzoni brillanti pur nella loro banalissima struttura (Words On The Wind), soluzioni musicali stra-battute, e musicisti che badano all’impatto e non molto ai particolari. Lasciate stare quindi i mille rimandi sparsi nel disco (Just Be Yourself fa subito pensare a Beautiful Vision di Morrison), mettete What Kind Of Love nell’autoradio e mangiate l’asfalto a suon di romantiche ballate soul e rock da dopolavoro…non ci sono più così tante occasioni di poterlo fare senza sentirsi troppo vecchi e sorpassati.


Nicola Gervasini

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