martedì 16 settembre 2008

ROGER McGUINN - & Band / Cardiff Rose

12/12/2007
Rootshighway

Roger McGuinn & Band
VOTO: 6,5

Cardiff Rose
VOTO: 8,5

Dopo l'accoppiata dei primi due album ripubblicati tre anni fa, continua il recupero del catalogo di Roger McGuinn ad opera della BGO, stavolta fautrice dell'unione del terzo e quarto capitolo della sua breve saga solistica. Paradossalmente, pur andando in rigoroso ordine cronologico, stavolta si ha la particolare situazione di unire in un unico cd l'episodio forse più trascurabile (Roger McGuinn & Band del 1975) e quello forse più memorabile (Cardiff Rose del 1976) della controversa vita musicale del McGuinn anni settanta. Ma andiamo con ordine: nel 1972 McGuinn a furia di licenziare geni ingombranti (Crosby, Clark, Parsons, Hillman, ecc..) decide che la storia dei Byrds è giunta al termine. Dopo l'indecorosa marchetta della reunion del quintetto originale del 1973, Roger pubblica un promettente disco di esordio nello stesso anno, acclamato per la sua capacità di destreggiarsi tra tanti stili diversi ma con scarsi esiti commerciali. Peace On You del 1974 venne però sbeffeggiato per il suo strizzare l'occhio alla West Coast più zuccherosa degli America e di Dan Fogelberg (anche se è un titolo che merita una certa rivalutazione) e così arriviamo al 1975. In quell'anno Bob Dylan invita il nostro eroe a partecipare al carrozzone della Rolling Thunder Revue e di conseguenza la Columbia spinge McGuinn a registrare in fretta e furia un album per supportare il ritorno pubblicitario che il tour avrebbe sicuramente avuto. Il produttore John Boylan (l'uomo che tre anni prima, scoprendo Linda Rondstadt, aveva avuto anche il lampo di genio di fare dei suoi session-men un supergruppo chiamato Eagles) decise che se l'immagine da romantico e slavato cantautore del precedente sforzo aveva fallito nelle charts, era ora di ridare una pitturata di rock alla musica di Roger e di affiancargli una vera rock-band adatta allo scopo. La band del titolo era formata dagli ex Cold Steel (una country-rock band con un solo album all'attivo) Greg Attaway alla batteria e David Lovelace alle tastiere e dal bassista degli Stories Steve Love. Sebbene sia un abum piacevole all'ascolto e con un McGuinn particolarmente in forma nella veste di unico chitarrista di casa, il disco soffre la debolezza di un materiale messo insieme alla rinfusa chiedendo contributi ai singoli membri della band: così il banale fm-rock dell'iniziale Somebody Loves You era opera di Love, la melodica Painted Lady era farina del sacco di Attaway mentre la byrdsiana Circle Song era fornita da Lovelace. Il produttore Boylan portò in dote il blues-rock di Bull Dog e l'anonima So Long, ma quello che veramente latitò nella creazione della scaletta era lo stesso McGuinn, che si presentò con soli due nuovi brani (l'evanescente Lisa e la piacevole Easy Does It). Per dare corpo al disco si decise così di cercare i singoli di successo nel materiale di riciclo, per cui ecco servita una versione rock della splendida Lover Of The Bayou, un brano che McGuinn non aveva mai smesso di riproporre fin dalla sua pubblicazione su Untitled dei Byrds nel 1970. Secondo riciclo fu Born To Rock And Roll, brano scritto e registrato per Farther Along dei Byrds, pubblicato e maltrattato nel disco The Byrds del 1973 e quindi giunto alla sua terza e definitiva versione in questa rocciosa release. Si chiude con una versione di Knocking On Heaven's Door che oggi suona tra le più stanche e inutili tra le mille esistenti, ma che ad onor del vero fu forse una delle prime rivisitazioni del classico dylaniano insieme a quella reggae di Clapton. Altra storia invece Cardiff Rose: galvanizzato dall'esperienza con il circo musicale di Dylan, un McGuinn pienamente rinvigorito registrò finalmente un disco maturo e convincente. Sempre con la collaborazione del fido paroliere Jacques Levy (che aveva collaborato anche alla stesura di Desire di Dylan) Roger scrisse alcuni brani come Round Table e Take Me Away, nulla di trascendentale se volete, ma composizioni che semplicemente ben si sposavano con il nuovo taglio da rocker del suo percorso. Ma il vero regalo che la Rolling Thunder Revue fece a Roger fu quello di fargli incontrare la fantastica sei corde di Mick Ronson, che contribuirà al disco non solo con i suoi puntuali ed essenziali assoli, ma producendolo con quel gusto rock che mancava al padrone di casa. Notevoli sono anche Partners In Crime (dedicata all'attivista politico Abbie Hoffman) per la sua struttura e la dolce ballata Friend, mentre l'alto tasso elettrico del disco trova pieno sfogo in Rock And Roll Time, scritta a quattro mani con Kris Kristofferson. Ma il capolavoro arriva con Jolly Roger, una canzone da bucanieri a metà tra tradizione irlandese e country che rappresenta uno dei più convincenti esperimenti di un artista che in seguito non avrà mai più lo stesso coraggio (o semplicemente la voglia) di mettersi così alla prova su territori diversi. Ottime anche le cover del disco: Dreamland di Joni Mitchell perde il suo gusto tribale dell'originale ma acquista qualcosa in impatto melodico, il traditional Pretty Polly riavvicinò il nostro a quel sentiero della tradizione che oggi continua a percorrere nelle registrazioni casalinghe che vende solo via internet. Ultima citazione per la splendida resa di Up To Me, vale a dire la prima stesura della dylaniana Tangled Up In Blue, un brano pienamente nelle corde di Roger. L'unica cosa che mancò fu un singolo di successo, cosa che rese ingiustamente il disco il meno venduto della sua carriera solista, un disastro che spinse la Columbia a non rinnovargli uno storico contratto. Cardiff Rose rappresentò comunque, con il disco di esordio del 1973, il momento più interessante di una storia solista per certi versi deludente se misurata con il peso che il personaggio ha avuto sulla canzone americana. Ironia della sorte vuole che Thunderbyrd del 1978, l'ultimo disco che McGuinn licenzierà per la major, pur non confermando i livelli di Cardiff Rose, servirà a Roger per trovare l'ultimo hit single della sua carriera in quella American Girl che porterà alla ribalta per la prima volta il nome di Tom Petty…ma questa è già un'altra storia. (Nicola Gervasini)

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